Insulti al parroco che accoglie i migranti: «Affogati nella tua piscina infetta con i neg*i papponi»

A Open parla don Massimo Biancalani: «C’è un clima pesante, di xenofobia e razzismo, anche a Pistoia dove ospitiamo i ragazzi in chiesa»

Due cartoline in pochi giorni e un unico destinatario: don Massimo Biancalani, il prete già finito nel mirino dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e noto alle cronache nazionali per la foto scattata in piscina insieme ad alcuni giovani migranti.

Cosa c’è scritto nelle cartoline

«Lercio untore, ti piacciono i neg*i e sporchi la Chiesa. Vecchio porco, meriti la pena di morte. Dai ricettacolo ai neg*i papponi dello Stato e perciò a carico dei poveri italiani che dormono per strada. Bastardo, delinquente, vizioso, sei la merda d’Italia».

E ancora: «Sei merda infetta, violentatore seriale di giovanotti che sono pronti a tutto per mangiare, dormire, bere e usufruire di ogni comfort mentre i poveri italiani senza casa non vanno in piscina a divertirsi col prete schifoso che li mantiene. Bastardo, vigliacco, porco, annegati nella tua piscina infetta con i tuoi neg*i amanti papponi».

Questo il contenuto delle due cartoline che sembrano essere scritte dalla stessa persona: basta analizzare la grafia, l’uso alternato di maiuscole e minuscole. Ma anche le stesse parole: «lercio», «bastardo» e «negri», gli insulti sono più o meno gli stessi.

Intervista al parroco

«Le offese, le ingiurie e le minacce di morte arrivano da quando ho deciso di accogliere i migranti. C’è un clima pesante, di xenofobia e razzismo, anche a Pistoia dove ospitiamo i ragazzi in chiesa» spiega don Massimo Biancalani a Open. «Da quando è andato via Salvini (che ha lasciato il Viminale, ndr), nulla è cambiato. Bisogna eliminare la Bossi-Fini e avviare un processo di inserimento per questi ragazzi. Non basta solo il documento, il permesso. E dirò di più: anche la Chiesa potrebbe fare di più, ad esempio nei territori».

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