Un “terrone” a Milano: «Lo Stato non ci aiuta? Per tornare a casa per Natale facciamo da soli» – Il video

«L’Italia è divisa in due. Io al Sud mi sentivo incatenato, qui invece ho trovato nuovi stimoli. Per questo non tornerei più a vivere giù»

«Lo Stato e i politici non ci aiutano? Allora organizziamoci noi: affittiamo un pullman e partiamo tutti insieme per il Sud, così da riabbracciare le nostre famiglie e trascorrere con loro il Natale». Questa l’idea di Stefano, 25 anni, originario di Salerno, ma da tre anni e mezzo a Milano per lavoro.

Lui ha deciso di reagire così allo spinoso problema dei biglietti aerei alle stelle per tornare al Sud a Natale: Open in queste settimane ha mostrato, dati alla mano, come un biglietto per la Sicilia possa arrivare persino a 800 euro (mentre per andare a Londra ne bastano 19 e per Malta addirittura 9). Su Change.org è attiva una petizione contro il caro voli che ha già raggiunto 32mila firme.

Come nasce l’idea

Un’idea quella di Stefano, che in rete è conosciuto come “Unterroneamilano”, che è nata per caso, con un post su Facebook e che ha già riscosso un grande successo (per saperne di più basta unirsi al canale Telegram aperto ad hoc per questa iniziativa).

Mentre il viceministro ai Trasporti Giancarlo Cancelleri proprio a Open ha annunciato «tariffe sociali» per venire incontro a studenti e lavoratori del Sud (in attesa che nei prossimi anni venga concessa la continuità territoriale agli aeroporti di Catania e Palermo, ndr) Stefano è passato dalle parole ai fatti. «Ma come fai a dire alla nonna “non vengo a Natale”? O alla mamma “non ti aiuto ad apparecchiare la tavola il 25 dicembre”?» ha aggiunto.

L’Italia divisa in due

Nell’intervista a Open, Stefano “unterroneamilano” ha raccontato la sua incredibile esperienza a Milano, una città che gli ha dato (e continua a dargli) tanto nonostante i tanti luoghi comuni («dalle persone fredde alla nebbia»): «La mentalità del Sud mi stava stretta, mi sentivo incatenato, bloccato, qui ho trovato nuovi stimoli e adesso sto bene. Per questo non tornerei a vivere al Sud».

Le differenze tra Nord e Sud sono ancora evidenti: «Sono due Paesi diversi, l’Italia è divisa in due, è un dato di fatto. A Milano c’è persino l’app che ti dice quando sta arrivando il bus, da noi l’app sono le vecchiette alla fermata dell’autobus».

Foto e video di Open

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