Renzi di lotta e di governo, il siluro alla maggioranza «Frankestein: insieme senza identità». E una botta va anche a Di Maio

Davanti ai nuovi iscritti milanesi, l’ex premier non ha risparmiato critiche al governo di cui fa parte

Neanche il tempo di aprire la serata di presentazione di Italia viva al teatro Strehler di Milano, e Matteo Renzi coglie già l’occasione per lanciare frecciate ad alleati e governo, dall’interno visto che il suo partito è socio di minoranza con Pd e M5s.

Proprio questo esecutivo, secondo l’ex premier è un «governo Frankestein, dove ci mettiamo insieme senza una vera identità». Tutta colpa della sconfitta referendaria di tre anni fa, che fosse andata diversamente: «avrebbe dato stabilità istituzionale», ha detto Renzi. «Qui c’è una situazione politica in cui si litiga dal mattino alla sera – ha aggiunto – sembra Beautiful non si puó vedere, è ora di finirla con queste litigate»

La seconda frecciata al governo arriva su Alitalia, poco dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato l’ennesimo prestito ponte da 400 milioni di euro: «Sono orgoglioso di dire che il mio governo – dice Renzi – è stato l’unico negli ultimi anni a non avere messo un euro in Alitalia».

Tra i bersagli non risparmia il capo politico del M5s, Luigi Di Maio: «Quando c’è il G20 – dice Renzi – il ministro degli esteri fa il G20 non va a fare campagna elettorale», riferendosi alla scelta del leader grillino di andare in Sicilia anziché al vertice internazionale.

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