Russiagate, si indaga sulle «spese folli» di Mifsud a carico dell’università

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta per truffa e abuso d’ufficio

Spese per viaggi all’estero e telefonini. Ma anche bollette telefoniche da 4mila euro. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta per truffa e abuso d’ufficio. E lo ha fatto dopo che il presidente facente funzioni del Consorzio universitario della città dei Templi, Giovanni Di Maida, ha scoperto un “buco” di 100, forse 200mila euro e ha presentato un esposto alla Guardia di finanza.

Le spese pazze, secondo l’esposto, sarebbero state fatte da Joseph Mifsud – il fantomatico docente maltese coinvolto nel Russiagate – che è stato, su indicazione dell’allora presidente della Provincia regionale Eugenio D’Orsi, presidente del Consorzio universitario di Agrigento dal 2009 al 2012.

Solo nel 2010, con la carta di credito, Mifsud avrebbe fatto spese, secondo l’esposto, per 35.369 euro; 6.090 euro, invece, sarebbero stati corrisposti da Mifsud nel 2011 quando la carta di credito utilizzata venne sospesa però da maggio a settembre.

Mifsud, sparito nell’ottobre del 2017 dopo il suo presunto coinvolgimento nel “Russiagate”, di recente è stato anche condannato dalla Corte dei Conti di Palermo a risarcire un danno erariale alla provincia di Agrigento. La Guardia di finanza della città siciliana ha già sequestrato centinaia di documenti sulle presunte spese ‘pazze’ sostenute da Mifsud mentre era a capo dell’università.

Documenti, bollette telefoniche anche da 4mila euro al mese, scrive l’Ansa, biglietti aerei, bolle di acquisto di telefoni cellulari e molto altro. Carte che documenterebbero i ripetuti viaggi in Russia, ma anche a Malta, Usa, Inghilterra, Libia, Libano.

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