Usa, via libera dalla Camera alla procedura di impeachment: «È in gioco la democrazia». Trump: «Vinceremo noi»

«In Usa nessuno è sopra la legge», ha detto la speaker della camera Nancy Pelosi. «Se avete intenzione di mettermi in stato d’accusa, fatelo ora e velocemente, in modo che possiamo avere un processo giusto in Senato», ha detto Trump

Donald Trump sarà messo in stato di accusa. Lo ha annunciato la speaker della Camera, la dem Nancy Pelosi, dando disco verde alla redazione degli articoli di impeachment.


«Negli Usa nessuno è sopra la legge», ha detto Pelosi, facendo il punto sulla procedura di impeachment. «Se consentiamo a un presidente di essere al di sopra della legge lo facciamo mettendo a rischio della nostra Repubblica».

«È in gioco la nostra democrazia, Donald Trump non ci lascia altra scelta che agire», ha proseguito Pelosi affermando che i fatti sono «incontestabili» e che il presidente «ha abusato del suo potere per beneficio personale a spese della sicurezza nazionale». «Trump – ha aggiunto – cerca di corrompere una volta ancora le elezioni a suo vantaggio».

La Casa Bianca ha reagito subito all’annuncio della presidente della Camera Nancy Pelosi. La portavoce Stephanie Grisham ha twittato: «Pelosi e i Democratici dovrebbero vergognarsi. Donald Trump non ha fatto altro che guidare il nostro Paese – con conseguente economia in piena espansione, più posti di lavoro e un settore militare più forte, per citare solo alcuni dei suoi principali risultati. Non vediamo l’ora di avere un processo equo al Senato».

Attendendo il voto del Senato, dove i repubblicano detengono la maggioranza, il presidente americano ha invitato i democratici a fare presto con l’impeachment: «Se avete intenzione di mettermi in stato d’accusa, fatelo ora e velocemente, in modo che possiamo avere un processo giusto in Senato».

«I democratici, nullafacenti e di estrema sinistra, hanno appena annunciato
che cercheranno di mettermi in stato d’accusa su niente. Hanno appena abbandonato la ridicola ‘cosa’ di Mueller (l’inchiesta sul Russiagate, ndr), quindi ora appendono il cappello su due telefonate totalmente appropriate
(perfette) con il presidente ucraino», continua Donald Trump su Twitter, sostenendo che «questo significa che l’importante – e quasi mai usato – atto dell’impeachment sarà usato in modo abituale per attaccare i futuri presidenti».

Cosa succede ora

Con l’atto di accusa della Camera l’inchiesta di impeachment per Donald Trump entra dunque in una fase cruciale. I membri dell’Aula esprimeranno il loro parere sugli articoli per la messa in stato di accusa del presidente americano, che per i democratici ha fatto pressione sull’Ucraina per ottenere un vantaggio personale in vista delle presidenziali 2020.

Per l’approvazione serve la maggioranza semplice dei voti: essendo i membri 435, basterà la metà più uno, 218. Alla Camera i democratici detengono la maggioranza con 233 voti, contro i 197 dei repubblicani. Completano il conteggio un indipendente e quattro seggi vacanti. I rappresentanti voteranno ogni singolo articolo, per cui potrebbe verificarsi la situazione in cui l’impeachment venga votato ma non per tutti gli articoli in cui si contestano “condotte criminose” o “illegittime”.

La scrittura degli articoli rappresenta un passaggio chiave nella procedura di impeachment. La Costituzione americana stabilisce che i reati per cui può scattare l’incriminazione vanno da tradimento a corruzione ad “altri gravi crimini e comportamenti scorretti”.

L’approvazione dell’impeachment, secondo quanto stabilisce la Costituzione, apre il processo finale che si svolge al Senato dove servono i due terzi dei voti dei cento senatori per rimuovere il presidente della Casa Bianca.

Ma in questo organo del Congresso la maggioranza è repubblicana, con 53 voti contro i 47 democratici. Per ottenere la rimozione di Trump, ai liberal servono 67 voti. Il processo al Congresso prevede anche la partecipazione del Giudice capo della Corte Suprema. Quello attuale è John Glover Roberts Jr, 64 anni, repubblicano.

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