Gender gap: solo il 56,8% delle donne italiane lavora. La parità di genere è ancora lontana

Secondo i dati Eurostat 2018, l’anno scorso quasi una donna su tre era a casa e non era interessata ad entrare nel mercato del lavoro, contro una media europea inferiore al 20%

Nonostante i più recenti dati Eurostat mostrino una crescita del tasso di attività delle donne italiane, il dato resta comunque il più basso in Europa, segno che la parità di genere continua ad essere un miraggio – sia che si parli di retribuzione, sia che si parli di percentuali di impiego.


È l’Istat nel Report sui differenziali retributivi in Italia per l’anno 2017 a mostrare un trend in calo nella differenza di retribuzioni negli ultimi anni – con un +7,4% nel 2017 contro un +8,8% nel 2014 – imputabile ad una maggiore crescita della retribuzione oraria media delle donne (+2,4%) rispetto a quella degli uomini (+1%). 

La situazione nel 2018

Cresce anche la percentuale delle donne italiane al lavoro, ma non abbastanza da colmare il gap con il resto d’Europa. Secondo i dati Eurostat 2018, l’anno scorso le donne attive nel mercato del lavoro (occupate o disoccupate alla ricerca di un impiego) tra i 15 e i 64 anni erano solo il 56,2% – un dato che ci ha posizionati come ultimi rispetto agli altri Paesi Ue, dove la media è del 68,3%. Le donne occupate in Italia erano il 49,5% di quelle in età da lavoro – con appena 3,1 punti di crescita rispetto al 2009 a fronte degli oltre cinque della media Ue – mentre il gap tra uomini e donne con un impiego era del 18,9% – il dato peggiore dopo Malta.

In pratica, stando ai dati Eurostat 2018, quasi una donna su tre era a casa e non era interessata ad entrare nel mercato del lavoro, contro una media europea inferiore al 20%. E paradossalmente ad aumentare in maniera consistente era soprattutto il tasso di attività per la fascia più anziana, ovvero quella compresa tra i 55 e i 64 anni: in Ue tra il 2002 e il 2018 ha guadagnato in media 21 punti (dal 41% al 62%), mentre in Italia è avanzato di 22,5 punti (dal 34,5% al 57%) soprattutto grazie alla stretta sull’accesso al pensionamento. 

I dati del 2019: si migliora ma non abbastanza

Nonostante un lieve miglioramento, insomma, la situazione negli ultimi anni resta ben lontana dalla parità di genere, ed anche i dati Eurostat più recenti sembrano non smentire il trend. Sebbene nel secondo trimestre del 2019 il tasso di attività delle donne italiane sia aumentato ulteriormente raggiungendo il 56,8%, resta comunque il più basso in Ue con oltre il 43% delle donne in età da lavoro fuori dal mercato. E se si restringe l’analisi alla fascia compresa tra i 25 e i 54 anni la situazione, se possibile, peggiora ulteriormente: solo il 68,3% sono nel mercato, contro l’80,5% della media Ue.

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