Salvini sposta il mirino su Di Maio: «Libia regalata ai francesi… genuflessi alla Cina». Ma con Renzi c’è un punto d’incontro

Il leader della Lega dice che incontra «gente preoccupata» per come l’Italia sta affrontando l’emergenza libica

Il mirino di Matteo Salvini puntato sul governo si è spostato dalla sagoma del premier Giuseppe Conte a quella di Luigi Di Maio. Intervistato dal Corriere della sera, il leader della Lega mette in cima ai fallimenti di cui accusa l’esecutivo soprattutto la politica estera. Proprio quella politica estera della quale è responsabile il capo politico del M5s.


Salvini racconta di incontrare «tanta gente enormemente preoccupata», soprattutto per la situazione libica. «La Libia per noi era una priorità. Per la sicurezza e l’immigrazione, ma anche per l’Eni e le altre aziende che ci lavorano. Ora – dice Salvini – la Libia è stata regalata ai francesi e alla Turchia, sulla Cina mancano soltanto le genuflessioni e mi risulta che Israele sia piuttosto arrabbiato con noi», perché l’Italia «continua a non essere concretamente amica» di Tel Aviv. «Ma lei li vede i 5 stelle che votano a favore?», facendo cenno al «treno della pace» tra Israele e Arabia Saudita, oltre che al nuovo gasdotto tra Israele e l’Europa. «Questo è un governo di sinistra, con riflessi condizionati di sinistra».

Una sponda però all’interno del governo Salvini sembra averla con Matteo Renzi, almeno sugli obiettivi che dovrebbe avere la prossima legge elettorale. E per quanto il tema non appassioni il leghista, si sbilancia con una frase dal vago sapore renziano: «Io vorrei solo un sistema in cui la sera del voto si capisce chi governerà». Sui presunti rapporti e incontri segreti con il leader di Italia viva, però, Salvini cerca ancora una volta di sgombrare il campo: «Via il dente, via il dolore: non ho visto Renzi in una villa in Toscana e non abbiamo bevuto vino insieme», come aveva riportato la Stampa qualche giorno fa, indicando il luogo dell’incontro a casa di Denis Verdini.

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