Rai, bocciato il “bavaglio” per il comportamento sui social dei dipendenti

La volontà politica di dare un codice etico ai giornalisti del servizio pubblico è stata fermata dal Cda

Troppo stringenti le misure che avrebbero regolato la vita social dei dipendenti del servizio pubblico: il piano, elaborato dalla Vigilanza Rai, è stato respinto dal Cda di viale Mazzini. Il codice etico inviato ai consiglieri prevedeva addirittura il divieto per i lavoratori in Rai di iscriversi ai gruppi su Facebook.

Non solo: il “bavaglio”, già criticato dall’ad Fabrizio Salini, puntava a istituire una commissione di controllo interna delegata a esaminare i post dei dipendenti. Dopo la bocciatura, Alberto Barachini, senatore di Forza Italia e presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha parlato di «vulnus dei rapporti tra Rai e commissione parlamentare se la questione del codice social verrà ignorata dall’azienda».

Il caso segue le polemiche che scoppiarono sul caso del giornalista Fabio Sanfilippo, poi sospeso dalla Rai per una settimana, che aveva attaccato Matteo Salvini sui social.

Il caporedattore di Rai Radio 1 scrisse, dopo la caduta del governo Conte Uno: «Non hai un lavoro, non sai fare niente… hai perso il ruolo da ministro, certo con la vita che ti eri abituato a fare tempo sei mesi e ti spari, nemico mio». Poi tirò in ballo anche la figlia del segretario della Lega: «Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate».