Salvini: «Querelerò il giornalista della Rai». E annuncia di voler privatizzare la rete pubblica

«Perché in qualunque azienda pubblica se scrivi una cosa del genere vieni licenziato in un quarto d’ora. Qua no», ha detto il segretario della Lega

Non si spegne la polemica tra Matteo Salvini e il caporedattore Fabio Sanfilippo: «Quel fenomeno del giornalista della Rai, un caporedattore, ha detto che mi dovrei suicidare, perché secondo lui uno che smette di fare il ministro aveva un tale tenore di vita che adesso mi cambia il mondo. Non capisce un cazzo – ha detto il leader leghista durante un comizio a Domodossola -. Da ministro mi mettevo i jeans e le Clarks e continuo a metterle adesso che non faccio il ministro. Mangiavo le costine prima e mangio le costine adesso».

«Querelerò il giornalista»

L’ex ministro dell’Interno, fomentando il pubblico (circa 3mila persone dicono dalla Lega), ha annunciato di procedere per vie legali contro il giornalista: «Io non querelo mai nessuno, però questo lo querelo. Perché su di me possono dire quello che vogliono. Ma le ultime due righe del post le ha dedicate a mia figlia di sei anni, “che dovrebbe essere rieducata“. E gliele faccio rimangiare quelle due righe – e ci va giù pesante -. Brutto cafone ignorante che non sei altro. Lascia perdere i bimbi di sei anni».

Il post per il quale la Rai ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del caporedattore Fabio Sanfilippo

Privatizzare la Rai

«Giornalista del servizio pubblico – ha esclamato, agitando la mano -. Pagato da noi. Poi se abbiamo peccato di eccesso di bontà, quando torniamo al governo anche la messa sul mercato di qualche rete della Rai potrebbe non essere un’idea sbagliata – ed è la notizia che va oltre la diatriba tra il giornalista e Salvini: la Lega vuole privatizzare parte del servizio d’informazione pubblica -. Un po’ di merito, un po’ di libertà. Un po’ di gestione manageriale privata. Perché in qualunque azienda pubblica se scrivi una cosa del genere vieni licenziato in un quarto d’ora. Qua no, si apre il dibattito. È intervenuto in sua difesa anche chef Rubio – e ha concluso lo spezzone dedicato a Sanfilippo con un elegante – e sticazzi».

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