Il libro «Io sono Matteo Salvini» in 10 frasi cult

Tra passione per la Nutella e parallelismo tra Matteo Renzi e Alberto Angela, ecco la nostra selezione di pensieri che il ministro dell’Interno regala nella sua “intervista allo specchio“

Dopo giorni di anticipazioni e polemiche, il 20 maggio torna disponibile nelle librerie online Io sono Matteo Salvini, l’intervista allo specchio di Chiara Giannini al ministro dell’Interno e leader della Lega. Tralasciamo la stra-citata presunta capacità del capitano di risvegliare l’ormone nelle donne di sinistra, e mettiamo da parte anche il pupazzetto di Zorro, che ha spopolato durante i comizi del ministro dell’Interno.

Dimentichiamoci insomma dell’intera prima pagina del libro, perché sembra davvero l’introduzione della biografia del leader maximo, e concentriamoci invece sulle dieci frasi del libro più discusso del 2019. Partendo dalla domanda che l’autrice rivolge a se stessa nel capitolo introduttivo: «Salvini è un caso da studiare o un condottiero dei tempi moderni da cui prendere spunto?». La risposta, nelle risposte dell’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale (ipse dixit).

La sinistra riparta dalla kryptonite verde

Dopo un elenco di rimpianti, con la leggera presunzione che siano comuni a tutti gli italiani – «Rimpiangiamo i tempi della lira, rimpiangiamo la leva militare» – la scrittrice chiude così uno dei primi ritratti che traccia nel libro: Salvini «è il supereroe che combatte contro il male, il Clark Kent che di giorno è una persona comune, tra la gente, ma che all’occorrenza si trasforma nel salvatore del mondo». Siamo a pagina 4 ed è questa una delle descrizioni che Giannini fa del «ministro più social di tutti i tempi».

«Io sono un po’ come i cavalli»

Nel capitolo dedicato al backstage dell’intervista, c’è una conversazione intima tra l’intervistatrice e il ministro. Un ambiente familiare in cui si parla di Milan, di pesca e di tabagismo. «Matteo, ma perché non metti un grammo della forza di volontà che usi per tenere i porti chiusi anche per chiudere la bocca al tabacco?» È una domanda che Salvini ripete a se stesso. Pronta la risposta: «Sarà che sono un po’ come i cavalli, che hanno il coraggio di saltare ostacoli altissimi ma a volte si piantano davanti a un rigagnolo».

Sì, ha usato l’aggettivo “anarchico” in un’accezione positiva

Scandagliando l’uomo più che il politico, Giannini chiede al ministro dell’Interno di raccontare cosa pensi dell’amicizia e dell’amore. «L’amicizia è il cemento della vita e della società», dice Salvini. Poi la parola che non ti aspetti: «È anarchica l’amicizia, come l’amore capita, non si può costruire a tavolino. È questo che la rende così preziosa». A proposito dell’amore, invece, Salvini lo definisce così: «È un patto di sangue stipulato tra due persone o, forse, prima ancora, dal destino». Sicuramente l’alleanza con il Movimento 5 Stelle non è leggibile in una chiave né di fatalismo né di cementizia solidità. La sezione sentimenti la trovate a pagina 24.

Di Maio e il governo: non è la resa di Conte?

«Non sta a me dare pagelle su Di Maio, posso dire che è una persona onesta, seria e corretta – dice Salvini, generoso di aggettivi anche con il presidente del Consiglio – Giuseppe Conte è una figura di grande spessore e il suo talento nella mediazione compensa la mia, a volte ruvida, linearità». La domanda sulla durata del governo a pagina 36 è consequenziale. La risposta, invece, rischia di essere sbugiardata dagli eventi successivi alla pubblicazione del libro: «Il nostro impegno durerà per cinque anni e io farò di tutto perché si onorino gli impegni presi. Dal primo all’ultimo». Vedremo dopo le elezioni europee del 26 maggio.

La cortina di ferro

C’è un cortocircuito tra il capitolo introduttivo Europa, cosa aspettarsi e la risposta che Salvini dà alla prima domanda di pagina 37. All’inizio del libro il linguaggio rimanda agli anni più bui del nostro Continente: «La Lega imporrà all’Europa la difesa dei confini nazionali. Con la Lega alla guida i confini europei saranno blindati». Ma alla domanda diretta sulle prossime elezioni, Salvini scongiura con un paragone (ambizioso) la temperie da Guerra fredda: «Io credo le prossime elezioni europee rappresenteranno il grande risveglio del nostro continente, un evento che sarà ricordato sui libri di storia al pari della caduta del muro di Berlino nel 1989».

Make Italy great again

«Donald Trump è l’esempio più evidente di quest’onda che sta elettrizzando l’Occidente». Salvini, a pagina 47, stende un’apologia del 45esimo presidente degli Stati Uniti: «Come molti altri esponenti del cosiddetto sovranismo – e un pò fa riferimento a se stesso – viene costantemente demonizzato dalla grande stampa. Ma chi se ne frega se il risultato è che gli Stati Uniti, dal giorno della sua elezione, sono in costante crescita economica. Se si sono raggiunti traguardi diplomatici mai visti prima, come con la Corea del Nord, probabilmente Trump il presidente lo sa fare». E la Cina? La guerra dei dazi?

«Ho un’opinione da giornalista»

Matteo Salvini non nasconde, durante l’intervista, che una delle sue grandi passioni è il giornalismo. Anche se su molte prime pagine si è arrivati a scrivere, sostiene, «si dice che forse ieri Salvini ha detto a mio cugino che forse farà cadere il governo se Toninelli non si taglia i capelli». Ma in fondo, quando Salvini risponde alla 61esima domanda, sostiene: «I giornali mi piacciono tutti. Alcuni sono ben fatti, altri li apprezzo sotto forma di narrativa fantasy». Ma come sarebbe un quotidiano se Salvini fosse il direttore? «Quando avevo il tempo di leggerli con calma, mi piaceva partire dal fondo, dalle pagine delle lettere dei lettori. Se dirigessi io un giornale, sarebbero i titoli di apertura».

Matteo Renzi come Alberto Angela

«Non rimpiange di non essersi laureato?», chiede l’autrice a pagina 54. E Salvini risponde mostrando il suo lato più umano: «Mi spiace solo per la mia mamma che ci teneva tanto, ma la mia strada a quanto pare non era quello dello storico». Poi il ministro dell’Interno fa una digressione alquanto strana: «Se è vera quella storia degli universi paralleli, magari in uno di questi c’è un Matteo Salvini professore di Storia – in realtà è un artifizio retorico per lanciare un’invettiva – e magari un Matteo Renzi che gira documentari tipo Alberto Angela. Ah no, scusi, questo è successo davvero». L’ex segretario del Pd è l’avversario politico più citato (e attaccato) nel libro.

Passione Nutella

Il ministro dell’Interno non riesce a rispondere con una sola cosa quando Giannini gli chiede, alla domanda n.80, «Qual è la cosa che ama di più?». Sono necessarie due risposte per Salvini. «La passione», risponde alla domanda successiva, per dare senso a un lungo elenco di attività, oggetti ed emozioni che stende come un lenzuolo. «Questo spettacolo di albe, tramonti, corse, rincorse, affanni, sorrisi, vittorie, sconfitte, aerei da prendere al volo, piazze piene, attese febbrili, responsabilità enormi, decisioni difficili, strette di mano, selfie, polemiche, Nutella – sì, l’ha detto – prime pagine, dossier, inchieste…».

Che Italia sarebbe senza Salvini?

Come ultima delle nostre 10 frasi, che poi sono periodi, abbiamo scelto la risposta a questa domanda: «Che Italia sarebbe quella senza Salvini?». Un po’ perché rimanda allo slogan “che mondo sarebbe senza Nutella”, di cui sopra, un po’ perché la risposta appare particolarmente sincera. «L’Italia è un Paese dalle mille risorse e se la caverebbe benissimo anche senza di me».

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