La seconda volta del governo Conte: guida al voto di fiducia

Oggi alla Camera e domani al Senato il presidente del Consiglio indicherà le linee guida del nuovo esecutivo. Ma a Palazzo Madama, la maggioranza è più risicata

Tredici mesi dopo essersi presentato alle Camere per chiedere di sostenere l’esecutivo gialloverde, il premier incaricato Giuseppe Conte ci riprova. Complice il silenzio davanti alle telecamere di quasi tutta la squadra di governo, arriva questa volta al voto di fiducia a Montecitorio (e poi domani al Senato) con un mix di attenzione e tattica che segnerà il passaggio da «avvocato del popolo», come si è auto-definito, a possibile leader politico.

Si inizia alle 11.00 a Montecitorio – perché l’ultima volta aveva iniziato il Senato – quando il presidente della Camera Roberto Fico, che pure aveva ‘assaporato’ la possibilità di essere alla guida di un nuovo esecutivo più spostato a sinistra rispetto a quello di Lega e 5 Stelle, leggerà la lettera del premier con l’elenco dei ministri che hanno giurato al Colle e darà la parola al presidente del Consiglio.

Il discorso di Conte conterrà le linee guida del nuovo esecutivo 5 Stelle-Pd-LeU. Poi inizierà la discussione generale. La tabella di marcia prevede gli interventi dei rappresentati dei vari partiti (per un numero di ore stabilito dalla conferenza dei capigruppo questa mattina), la replica del presidente del Consiglio, le dichiarazioni finali di voto dei singoli gruppi parlamentari e l’appello nominale per il voto di fiducia.

Ogni parlamentare sarà chiamato due volte per evitare che qualche deputato distratto, ma presente in aula o assente al primo giro di votazioni, perda definitivamente la possibilità a votare. Insomma, non sarà un passaggio breve. Alla fine di questo processo, il presidente della Camera leggerà il numero di voti ottenuti dal nuovo esecutivo. Lo stesso succederà domani a Palazzo Madama. Ma tra i due rami del parlamento, la maggioranza può contare su numeri ben diversi.

La maggioranza alla Camera: 316 voti

Per il governo Conte 2 sarà più semplice ottenere il via libera a Montecitorio, dove la maggioranza assoluta è di 316 voti. Il Movimento 5 Stelle ha 216 deputati, il Pd 111, mentre LeU 14. A questi 341 parlamentari si aggiungono alcuni deputati del gruppo Misto, facendo lievitare i sì almeno a quota 348. La vecchia maggioranza M5s-Lega poteva invece contare su 344 deputati su 630.

La maggioranza al Senato: 161 voti


In Senato invece la maggioranza è fissata a 161 voti. Considerando i 107 esponenti del Movimento 5 Stelle, i 51 del Partito Democratico e i 4 di Liberi e Uguali, si arriverebbe a 162 voti. Da questo numero bisogna però togliere il senatore M5S Gianluigi Paragone che ha annunciato il suo voto contrario (dopo aver ipotizzato di dimettersi): si torna dunque a 161, troppo poco
per garantire la nascita del governo Conte 2.

Un sostegno al governo giallorosso dovrebbe arrivare dal gruppo Misto, dove siedono alcuni senatori espulsi dai 5 Stelle, e dal gruppo delle Autonomie: se stimassimo almeno 8 voti, la maggioranza salirebbe a 169 voti. Il governo gialloverde aveva avuto il sostegno di 167 senatori. Ci sono ovviamente anche i senatori a vita, ma solitamente non si esprimono su questo tipo di votazioni.

Il centrodestra


A votare contro il governo Conte 2 ci sarà il centrodestra: il partito di Matteo Salvini, che ha dato origine alla crisi di governo, quello di Giorgia Meloni e quello di Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia ha anche lanciato un avvertimento ai suoi, assicurando che chi voterà la fiducia all’esecutivo giallorosso è fuori dal partito.

Questa mattina Fratelli d’Italia ha convocato una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio, in piazza senza bandiere di partito ma solo con il Tricolore. Hanno aderito anche Giovanni Toti, recentemente uscito da Forza Italia per fondare un proprio movimento (Cambiamo!) e Matteo Salvini.

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