Omicidio Sacchi, resta l’obbligo di firma per Anastasia: secondo il Gip non è credibile. Nuovo arresto per il padre di De Propris: aveva l’arma del delitto

Troppe le contraddizioni e le lacune nel racconto della sera dell’omicidio e sulla trattativa per la droga. La versione della ragazza, secondo il Gip non sta in piedi

Il gip Costantino De Robbio ha respinto la richiesta di revoca dell’obbligo di firma presentata da Anastasia Kylemnyuk, ritenendo le dichiarazioni finora fatte dalla ragazza «lacunose e in più punti scarsamente plausibili».

Il giudice ritiene quindi non credibile il racconto di Anastasia, che ha raccontato agli inquirenti come la sera del 23 ottobre scorso fosse andata con il fidanzato Sacchi a un appuntamento con Giovanni Princi, al quale avrebbe dovuto consegnare un sacchetto di carta pieno di soldi. Denaro che dovevano essere «consegnati a un amico con cui aveva un appuntamento per un “impiccio” con le moto, con ciò intendendo – si legge nelle carte del del Gip – che Princi avrebbe dovuto acquistare una motocicletta di provenienza illecita e chiedendole di tenere il sacchetto nello zaino in attesa dell’amico».

Una versione poco credibile che si contraddice anche nel dettaglio del piccolo sacchetto di carta, quando in realtà gli inquirenti hanno verificato da più testimoni che «si trattava invece di 70 mila euro e che il denaro era talmente vistoso e voluminoso da avere impressionato lo stesso Del Grosso (in carcere per l’omicidio di Sacchi), che pure sapeva benissimo di quanto si trattava, tanto da spingerlo a modificare il piano originario di cedere ai due ragazzi droga e decidere di rapinarli ed eventualmente ucciderli proprio perché gli era “partita la brocca” dopo che la Kylemnyuk gli aveva mostrato il denaro nello zaino perché non aveva mai visto una cifra del genere tutta insieme».

Le chiavi dell’auto

Il gip ha poi considerato del tutto «inverosimile» la versione di Anastasia sul motivo per cui Princi avesse le chiavi della sua macchina. La ragazza aveva raccontato infatti che l’amico di Sacchi «gliele aveva chieste per metterci il denaro che le aveva appena dato da custodire nello zaino; a fronte della domanda del giudice sul perché Princi avrebbe dovuto spostare i soldi in macchina, dopo l’incontro con i venditori della moto rubata, visto che i soldi li doveva consegnare a questi ultimi, la ragazza non ha saputo rispondere».

Nuovo arresto

Si aggrava la posizione di uno degli indagati nell’inchiesta sull’omicidio di Luca Sacchi. Il gip di Roma ha notificato un provvedimento di custodia cautelare in carcere a Armando De Propris, padre di Marcello, il giovane di San Basilio che ha dato l’arma a Valerio Del Grosso, autore materiale dello sparo.

All’uomo, in carcere per possesso di droga, i pm contestano la detenzione illegale della pistola calibro 38, mai trovata, utilizzata da Del Grosso. Per il gip «l’ipotesi investigativa è che l’arma fornita da Marcello De Propris a Del Grosso sia stata data al primo dal padre».

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