La lettera di Grillo a «un bambino non ancora nato»: la sveglia dopo 6 anni dell’Elevato ai buoni propositi del M5s (anche quelli persi per strada)

Un testo che il fondatore del M5s potrebbe riscrivere quasi uguale ancora oggi, con il Movimento in piena crisi di identità tra accuse di valori perduti e un impegno di governo all’epoca imprevedibile

Beppe Grillo ha rispolverato una testo di sei anni nel giorno di Natale, un testo che l’Elevato fondatore del M5s già il 24 dicembre 2013 definiva una lettera «eterna», di sicuro ancora attuale con tutte le tribolazioni che il Movimento vive ancora oggi.


«So per certo che mi leggerai e che forse, per pura curiosità, cercherai di capire chi era Grillo, cos’è stato il MoVimento 5 stelle, i suoi ragazzi, i parlamentari eletti per la prima volta dai cittadini, Casaleggio, la democrazia diretta, i nuovi populisti».

Come nel messaggio cruciale che Grillo aveva lanciato ai giovani democratici, nel pieno della crisi di governo dello scorso agosto, cinque anni fa parlava dei cambiamenti epocali ai quali il M5s si sarebbe dovuto preparare. Un elenco che l’Elevato avrebbe potuto tranquillamente scrivere oggi, con qualche buon proposito che nel corso del tempo gli attivisti rimproverano di aver perso per strada: «L’umanità cambierà di soprassalto, inventeremo nuovi paradigmi come è successo altre volte e tutto cambierà – scriveva Grillo – Ritroveremo il senso di comunità, di umanità universale, cancelleremo le guerre, chiuderemo per legge le fabbriche di armi, faremo una lotta spietata alla povertà, alle malattie endemiche come la malaria e la tubercolosi, la fame del mondo sparirà e il pianeta Terra non verrà più distrutto, sfruttato per ricchezze così enormi e così inutili nelle mani di pochi».

«Noi – concludeva Grillo – parlo anche a nome della comunità che si è raccolta intorno al M5S, mi permetto questa licenza che spero mi verrà perdonata, ti vogliamo bene, anche se non sappiamo chi sei, piccolo italiano di domani. Facciamo il possibile per regalarti un mondo un po’ migliore di quello in cui viviamo, che spesso ci fa orrore. Tu sarai il nostro giudice. Sii clemente. Un Buon Natale dal passato con l’augurio di anni meravigliosi per te, per l’Italia e per il mondo».

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