Notte di Capodanno, quanti morti negli ultimi anni a causa dei botti?

Per fortuna in Italia non si muore “per botti” da quasi sei anni. Ma il numero di feriti è ancora molto alto

Piccoli esplosivi, fatti prevalentemente di polvere pirica, che però posso essere letali. I fuochi d’artificio che salutano l’inizio e la fine di ogni anno segnano in negativo la vita di decine di persone in Italia.

Tanti i feriti, ancora. Complice oltre all’imprudenza anche il mercato nero. L’ultimo sequestro risale a ieri: 5 bombe carta e due grossi petardi del tipo denominato “Rambo k33”, artifizi pirotecnici, tutti illegalmente detenuti da un giovane di Cremona. Ad ogni modo, gli ultimi dati parlano di un calo nel numero di vittime.

Capodanno 2018: 216 feriti

Nessuna vittima a causa dei botti lo scorso capodanno ma, secondo i dati comunicati il primo gennaio 2019 la polizia di Stato, ben 216 feriti, di cui 44 ricoverati. Tra i feriti, 41 erano minorenni. Come scrive la polizia, «le conseguenze dei ferimenti sono state i traumi alle mani (frequenti sono le fratture e le amputazioni di dita o falangi), le ustioni al volto e alle parti basse del collo».

Feriti in calo dal 2015. Due vittime ogni anno nel 2012-2013

Un totale leggermente inferiore a quello del Capodanno precedente quando rimasero ferite 212 persone. Ma si tratta di un fenomeno che è andato diminuendo dal 2015: 253 quell’anno, 190 nel 2016 e 190 nel 2017.

Nel 2012 i feriti invece erano stati ben 595, un numero superato nel 2013 con 622 feriti (nel 2014 invece sono rimaste ferite 361, sempre secondo i dati della polizia di Stato).

Le ultime vittime dei festeggiamenti di Capodanno risalgono proprio a quegli anni: si tratta di quattro persone morte tra il 2012 e il 2013, due ogni anno, tre dei quali in Campania e uno nel Lazio. Tutti morti per fuochi d’artificio, tranne in un caso in cui il decesso era stato causato da un colpo di pistola esploso accidentalmente.

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