Roma, Lamorgese “bacchetta” i vigili urbani: Stop ad abiti casual, mettete l’uniforme

L’argomento è stato tirato in ballo durante il tavolo sulla “Legalità e lo sviluppo nelle grandi città”

Si dice che l’abito non faccia il monaco. La massima può essere anche veritiera, finché non sono coinvolti i vigili urbani della Capitale. «Vedere l’uniforme è senz’altro utile, incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini».

A dare una strigliata ai pubblici ufficiali muniti di paletta, è la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. Stanca di abbigliamenti non consoni come felpe, jeans, magliette casual, la ministra non ne ha fatto solo una questione di facciata, di look, ma di sostanza.

Sottolineando l’importanza di essere riconoscibili anche agli occhi meno allenati, ha detto: «Noto che spesso gli agenti della Polizia locale preferiscono andare in servizio in abiti civili. L’uniforme è utile per migliorare la percezione della sicurezza».

L’argomento è stato tirato in ballo, e riportato dal Messaggero, durante il tavolo sulla “Legalità e lo sviluppo nelle grandi città e il caso Roma”, organizzato da Arel e moderato dall’ex ministra Marianna Madia.

La faccenda del dress code era stata già sollevata dal comandante dei vigili urbani – nominato a marzo 2018 da Virginia Raggi – Antonio di Maggio. L’uomo aveva infatti tentato di bandire i giubbotti catarifrangenti indossati da molti vigili. Lo aveva fatto sia per una questione più “estetica”, ma anche per introdurre un abbigliamento adeguato.

A nulla, in realtà, è valso il tentativo: sono state inviate decine di lettere al Comune in cui si lamenta l’uso della divisa.

Da chi trova scomodi gli spogliatoi, a chi non riesce più a entrare negli abiti da lavoro per i chili di troppo – problema che dovrebbe risolversi con l’ultimo appalto che prevede approvvigionamenti per i cambi taglie -, fino a chi ha dichiarato di non riuscire a correre dietro gli ambulanti abusivi se indossa la divisa d’ordinanza.

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