Aereo caduto in Iran, Zelensky: «Le scuse non bastano». Trudeau: «Ora giustizia per le vittime»

L’Iran ha ammesso che l’aereo ucraino con 176 persone a bordo è stato abbattuto per errore

«La giornata non è iniziata bene oggi, ma ha portato la verità». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato su Facebook l’ammissione da parte dell’Iran della responsabilità dell’abbattimento dell’aereo ucraino caduto a Teheran in cui sono morte 176 persone. Per il presidente ucraino le scuse di Teheran non sono sufficienti: «Ora vogliamo la piena chiarezza sulle responsabilità. Ci aspettiamo dall’Iran un’indagine completa, i colpevoli devono risponderne».

«Vogliamo indietro i corpi delle nostre vittime e il pagamento di un risarcimento. I nostri 45 commissari devono contare sulla piena collaborazione per stabilire la verità», ha concluso Zelensky. Anche il premier del Canada – tra i primi ad annunciare di avere prove di intelligence che l’aereo, in cui sono morti 63 canadesi, sia stato abbattuto da un missile – chiede «giustizia per le vittime» di quella che Justin Trudeau ritiene una «tragedia nazionale». «Teheran usi trasparenza e giustizia per le vittime, giunga a una conclusione e stabilisca le precise responsabilità», ha detto il premier canadese.

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