M5s, Di Nicola sul documento “anti-Di Maio” (che ha firmato): «C’è malessere, ma Luigi non è finito» – L’intervista

«Di Maio sa cosa fare per il bene del Movimento. E farà le scelte giuste», dice uno dei senatori che ha promosso il documento

«Luigi Di Maio è destinato a recitare ancora un ruolo di primaria importanza sulla scena politica italiana». Ad affermarlo è Primo Di Nicola, senatore del Movimento 5 stelle che, insieme a Mattia Crucioli e a Emanuele Dessì, ha redatto, il 9 gennaio, un documento che mette in luce i problemi irrisolti del partito fondato da Beppe Grillo. Intervistato da Open, Di Nicola ha smentito che, dietro all’iniziativa che mette in luce cinque problematiche interne al Movimento, si nasconda una manovra per spingere Di Maio a fare “il passo di lato”.

«Il documento è uscito adesso, ma la riflessione sui temi trattati va avanti da mesi. Frutto di scambi di opinione tra parlamentari, consiglieri regionali e comunali, iscritti al Movimento», ha detto il senatore. L’impressione è che i 5 stelle stiano attraversando la fase più difficile della loro esperienza politica. «Certo, si tratta di un passaggio importante. Ma la vivacità del dibattito in corso mostra quante energie abbia ancora da esprimere il M5s».

Senatore, la speranza è quella di bloccare le fuoriuscite dal gruppo dei parlamentari 5 stelle scontenti?

«C’è anche questa speranza. Perché tutti coloro che abbandonano, magari con motivazioni diverse, in comune hanno il malessere per quelle risposte che dicono di non avere avuto anche sulle problematiche delle regole interne. Il documento affronta questi temi, offrendo anche delle soluzioni».

Qual è stata la reazione di Di Maio dopo la sua pubblicazione? Vi siete sentiti?

«Non ci siamo sentiti, ma il lavoro fatto da Luigi Di Maio è fuori discussione. Stiamo parlando di un leader che ha avuto la capacità di condurre questa forza politica ai successi straordinari del 2018. Con tutte le riforme e i provvedimenti legislativi che siamo riusciti poi a far approvare dal Parlamento: dal reddito di cittadinanza a quota 100; dalla legge spazzacorrotti a due leggi di bilancio che hanno cominciato a dare risposte importanti ai bisogni dei cittadini. Ma tanto altro c’è ancora da fare. Compresa la soluzione della crisi apertasi nel Mediterraneo, la prima delle priorità».

Lei, Crucioli e Dessì avete optato per una riforma del M5s restando nel Movimento, altri parlamentari hanno deciso di passare al gruppo misto o alla Lega. Cosa direbbe loro?

«Nulla, non ho lezioni da dare. Ognuno si regola come crede. Noi siamo decisi a restare nel Movimento. Se serve, anche per cambiare qualcosa e se gli iscritti lo riterranno utile. Così come siamo decisi a restare per continuare a dare il nostro contributo e sostegno al governo che già in pochi mesi ha ottenuto risultati importanti».

Di Stefano ha definito «Irriconoscente, parassita, malato di mente» chi ha chiesto un passo di lato a Di Maio: è questione di ingratitudine o una presa di coscienza che il Movimento stava prendendo una deriva troppo monocratica?

«Ciascuno si assume la responsabilità delle cose che dice. Certamente il Movimento può migliorare per cercare il rilancio: ne ha tutte le capacità e risorse».

Rousseau e Casaleggio Associati: quali sono le criticità del controllo di una società privata della piattaforma sulla quale nasce la politica dei 5 stelle?

«La necessità di ricondurre all’interno l’intera gestione di Rousseau viene reclamata da larga parte del M5s. Anche Casaleggio ha fatto un eccezionale lavoro. La piattaforma è uno strumento straordinario, lo sviluppo è un suo merito indiscusso».

Torniamo al documento da voi redatto: è suscettibile di modifiche e aperto alle proposte di altri parlamentari?

«Certamente: è una pagina aperta a cui tutti possono dare, emendandolo ed arricchendolo, il loro contributo. E ciò si può fare scrivendo all’indirizzo [email protected]».

Le cinque problematiche da voi segnalate sono preparatorie agli “stati generali” del prossimo marzo?

«Come ha detto lo stesso Di Maio, gli stati generali possono essere lo sbocco naturale di questo lavoro partecipativo di elaborazione e condivisione».

Pensa che Di Maio sia pronto a rinunciare al ruolo di capo politico?

«Di Maio sa cosa fare per il bene del Movimento. E sono sicuro che farà le scelte giuste».

Sui giornali si leggono già i retroscena sui possibili successori di Di Maio: lei ha già un’idea su chi potrebbe candidarsi a far parte “dell’organo collegiale democraticamente
eletto”?

«Tutti si possono candidare. Il Movimento è ricco di persone capaci. A cominciare da Di Maio che tutti sembrano dare per finito. Ma ne siete sicuri?».

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