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Sostenitrice quindicenne di Borgonzoni pestata a sangue dalle Sardine a Brescia? La bufala di IoSonoItalia

La pagina Facebook IoSonoItalia denuncia l’aggressione della ragazza, poi pubblica il referto medico di un ragazzo di Avellino

Il sito xenofobo e di estrema destra Voxnews.info pubblica un articolo dal titolo «Sostenitrice Borgonzoni: “pestata a sangue da ‘Sardine‘ perché leghista”» riprendendo come fonte un tweet di RadioSavana, un account bufalaro che opera sul social network Twitter. La storia è stata originariamente diffusa in un post della pagina Facebook IosonoItalia-fanpage il 19 gennaio 2020 (il testo completo in fondo all’articolo):

Nessun riscontro sui media per una storia del genere, una quindicenne picchiata a Brescia sabato pomeriggio in quel modo fa notizia. La pagina IoSonoItalia parla di censura dei media, si esalta quando Voxnews pubblica la storia, poi in diffonde alle 18:30 del 20 gennaio 2020 (ancora prima, alle 18:17, su VK) il referto medico dell’ospedale, ma è rubato!

Il referto rubato

Ecco il post l’immagine pubblicata dalla pagina Facebook IoSonoItalia per sostenere l’esistenza dell’aggressione:

Il referto medico, in realtà, è quello di un ragazzo di 13 anni di Avellino picchiato a scuola nell’estate del 2019. Troviamo la stessa immagine del referto, completa, nell’articolo di Yahoo Notizie del 1 gennaio 2019:

Si tratta della stessa foto pubblicata nel post Facebook di Forgione Gianluca, ecco le immagini a confronto:

Le reazioni e la “nota”

Un gesto che non è sfuggito in alcune aree del social, come il gruppo Facebook Giente Honesta dove Luca Donadel commenta così:

Bruh cazzo ma perché fare una cosa simile vi ho pure dato il beneficio del dubbio. Ma si rendono conto della gravità di esporre così una ragazzina minorenne e falsificare un referto medico?

Attualmente la pagina è stata oscurata. Il post del referto è lunghissimo, alla fine – e solo alla fine – riporta che è un’immagine di repertorio perché non vuole far pubblicare il referto vero «perché ci sono dati sensibili che i sinistrati vorrebbero tanto sapere». Su VK, dove ripropone tutto e invita gli utenti a seguirla in quel social network, non lo scrive. una strategia di comunicazione la spiegherò in questo articolo.

In un altra pagina Facebook gestita dal network di IoSonoItalia, la pagina ItaliArdita, era stato pubblicato alle ore 18:23 lo stesso post con il referto del ragazzo di Avellino (la pagina Facebook IoSonoItalia lo aveva pubblicato alle 18:30, su VK alle 18:17 senza la nota). La nota compare solo dopo una modifica avvenuta alle ore 19:44 come possiamo vedere da questo screenshot:

Ecco il dettaglio della modifica effettuata alle 19:44 quando ormai circolavano già le immagini del referto originale:

A sinistra in alto il post originale, a destra la parte finale della modifica.

Ecco, infatti, un commento delle 19:36 a dimostrazione che gli utenti si erano resi conto dell’uso improprio ben prima della modifica del post:

Nel frattempo il tweet di Radiosavana è stato rimosso:

La motivazione della rimozione lo spiega in due tweet successivi:

[1] Una 15enne IoSonoItalia (FB-VK) ci ha fatto avere la sua denuncia social chiedendoci di darle una mano a denunciare una aggressione subita, così abbiamo fatto. Le abbiamo chiesto della documentazione, promessa ma mai arrivata. Per ora abbiamo cancellato il post. @poliziadistato

[2] Si, ci ha preso in giro, ci siamo cascati. In realtà questa ragazza esiste, abbiamo visto più video suoi, è una ragazzina, se non sono 15 sono 17 massimo. Crediamo a sto punto che abbia seri problemi e che debba essere aiutata.

I comunicati degli Admin

In un post pubblicato il 19 gennaio 2020 alle 22:44 nella pagina principale era stato riportato un comunicato degli amministratori del network in cui sostenevano che «i genitori preferiscono inoltre evitare ogni ulteriore pubblicità su quanto accaduto», situazione che poi non si è concretizzata perché c’è stata la continua ricerca di notorietà:

COMUNICAZIONE DA PARTE DEGLI ADMIN DI IOSONOITALIA
Non ci voleva proprio ciò che è accaduto alla nostra amata Italia Moli. Noi Admin delle varie pagine le siamo tutti vicini e ci stringiamo in un abbraccio fraterno di conforto a lei e alla sua famiglia. Abbiamo avuto modo di confrontarci telefonicamente con i genitori i quali ci hanno comunicato che per qualche giorno La ragazza si asterrà da ogni pubblicazione o interazione sulle pagine.
Ci hanno comunque rassicurati che è una ragazza forte e supererà anche questa triste disavventura. Domani pomeriggio qualcuno di noi che abita vicino a lei andrà a trovarla a casa e vi aggiorneremo anche su eventuali sviluppi e sulle sue condizioni.
Ci teniamo a segnalarvi che difficilmente qualche giornale parlerà di questo fatto che definire scandaloso è poco, soprattutto in piena campagna elettorale. I genitori preferiscono inoltre evitare ogni ulteriore pubblicità su quanto è accaduto.
Italia ritornerà statene certi. E ritornerà ancora più forte e determinata di prima. Tutti noi speriamo presto, perché già sentiamo fortemente la sua mancanza.
Ernesta
Alessandro
Fabio
Marco
Alessia
E tutti i collaboratori e amici del gruppo di coordinamento nazionale.
Forza piccolina torna presto e rimettiti in forze. È guerra aperta!

Tra i nomi degli admin troviamo Ernesta. Nel gruppo Facebook privato chiamato IoSonoItalia – Gruppo per Il coordinamento una degli amministratori si chiama Ernesta (presente anche su VK):

In un post successivo della pagina Facebook, pubblicato alle ore 0:49 del 20 gennaio 2020, gli admin riportano un altro comunicato in cui annunciano la chiusura notturna delle pagine del network per evitare che vengano segnalate e chiuse da Facebook:

AVVISO A TUTTI I FOLLOWERS DI IOSONOITALIA E ITALIARDITA
Vista la gravità di quanto accaduto alla nostra piccola Italia Moli, abbiamo deciso di comune accordo tra tutti gli admin di chiudere durante le ore notturne tutte le nostre 30 pagine. Verranno riattivate tutte entro la mattinata seguente per potervi offrire l’opportunità di interagire nuovamente con noi e le nostre pagine.
Su VK invece rimarremo attivi h24.
Il tutto al fine di tutelare le nostre pagine e l’immagine di Italia Moli da eventuali subdoli attacchi delle solite note truppe cammellate di sinistra che agiscono di proposito quando noi amministratori e moderatori siamo meno presenti. Siamo gente che lavora come voi e a differenza loro, di notte noi abbiamo bisogno di riposare.
Per tal motivo e certi della vostra comprensione intendiamo procedere in questo modo.
A domani carissimi e fedeli amici.
Team #IoSonoItalia

Carabinieri e Spedali smentiscono

Nella giornata di oggi, lunedì 20 gennaio 2020, ho contattato il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brescia, i quali non hanno trovato riscontri della vicenda nemmeno dalla Questura di Brescia. Nella storia raccontata da IoSonoItalia si parla della presenza dei Carabinieri, ma a quanto appreso dall’Arma non c’è alcun riscontro.

Nella storia leggiamo «Mi hanno medicata e portata agli spedali civili per maggiori accertamenti», ma contattato l’ufficio stampa a loro non risulta alcun intervento del genere.

Anche altre persone hanno contattato le autorità, come Butac e Radiondadurto.

Lega Giovani e il partito non ne parlano

Nel post di IoSonoItalia si parla di un incontro con i suoi amici della Lega Giovani a Brescia:

Non so nemmeno se dovrei scriverne di ciò che mi è accaduto ieri a Brescia, ma lo farò solo per informarvi e per invitarvi a stare attenti perché in giro c’è veramente della gente malata. Ieri pomeriggio mi trovavo nei pressi dell’Esse lunga di via Milano con un paio di amici della Lega Giovani.

Da sabato 18 gennaio 2020 ad oggi le pagine Facebook della Lega Giovani di Brescia e del partito locale non hanno diffuso affatto la storia, una vicenda che sarebbe stata catapultata come minimo negli account social di Matteo Salvini.

Il complotto della censura dei media

Nel post dove si esalta per la pubblicazione della storia da Voxnews.info leggiamo:

Su Vox sta girando la notizia dell’aggressione pestaggio da parte delle #sardineAntifasciste. Come vi avevamo detto la stampa è stata informata, ma la censura dell’accaduto è fortissima. Siamo sotto campagna elettorale.

In un post precedente, dove pubblica il tweet dell’account Il Sofista (@intuslegens), sostiene che ci sia una censura persino dalla stampa bresciana:

A Brescia si sono mobilitati in molti per rintracciare i responsabili. La stampa della città rossa di Brescia invece, sotto campagna elettorale, preferisce rimanere muta specialmente su certi fatti. Sappiamo che la notizia è giunta alla stampa locale, ne abbiamo ferma certezza, ma di questa giovane Italia non si parlerà. Italia la conoscete tutti, è una ragazza etero, giovane e pulita, una ragazza che non si droga, che non spaccia, che non canta Bella Ciao e che non è contro Salvini o la Meloni, ma anzi, li sostiene e si dichiara pure sovranista. Una come lei non fa notizia. Non fa notizia nemmeno quando viene pestata da un branco di pazzi esaltati della sinistra. Tra noi amministratori ne parlavamo giusto ieri sera. Quanto è accaduto è di una gravità assoluta, ma proprio per la gravità di quanto è accaduto, tale notizia non arriverà mai nelle vostre case né sui vostri schermi dei telefonini e palmari, non oggi almeno. Forse dopo il 26. Forse… Menomale che c’è il web. Ringraziamo chi sa bene cos’è accaduto e diffonde sui social la notizia. Ringraziamo tutte le migliaia di persone di buonsenso, brave persone, persone oneste che in queste ore ci stanno offrendo la loro massima solidarietà.

Il referto di altri per non far scoprire la sua identità

Diverse pagine Facebook con il suo volto, un sito internet dove la ragazzina posa tranquillamente mostrandosi al pubblico, numerose pubblicazioni e annunci, e in tutto questo parla di privacy. Infatti, la scusa del referto medico preso dalla storia di un’altra persona viene poi riportata in un’altra pagina Facebook gestita dallo stesso network, la pagina ItaliArdita dove nella foto profilo c’è sempre lei con il baschetto:

COMUNICATO AI MIEI AMICI FOLLOWERS
Cari amici, il referto che ho pubblicato non è il mio, ma è praticamente identico al mio tranne che per il dato riferito all’arcata dentaria. Con un’altra differenza e cioè che a me hanno dato 15 giorni anziché 10. È un anno che i cani di sinistra cercano di sapere come mi chiamo, dove abito, dove vado a scuola. È un anno che studiano ogni stratagemma possibile facendo spesso anche la parte degli amici per farmi svelare i miei dati personali. È un anno che mi diffamano sperando che io o la mia famiglia sin spongano con denunce portando così alla luce il mio ver nome e cognome, ma col cavolo che ci riescono. E se pensavano che questa volta, in questa occasione, a fronte di questa vergognosa aggressione sarei arrivata ad offrirgli l’opportunità di risalire a me e alla mia famiglia, si sbagliano di grosso.
Per cui state tranquilli. Abbiate fiducia in me come l’avete sempre avuta dato che non vi ho mai delusi. È da ieri appena inviato il primo post che stanno impazzendo e io li lascio impazzire. Perché devono pagare per quello che mi hanno fatto.
Italia Moli

Eppure un nome era uscito allo scoperto nel 2019 quando cercava di raccogliere fondi attraverso il suo account Paypal. Ecco il post riportato da NextQuotidiano nell’agosto dello scorso anno:

Ecco cosa troviamo, ancora oggi, cliccando nel link di Paypal di quel post Facebook:

Come riportato anche da NextQuotidiano nel 2019, il nome associato al conto Paypal di IoSonoItalia è Alessia Bertocchi. Tuttavia non è l’unico nome che esce fuori dalle ricerche.

Il post della bufala

Ecco il testo del post pubblicato il 19 gennaio 2020 da IoSonoItalia:

ECCO IL RISULTATO DELL’ODIO ANTIFASCISTA FOMENTATO SUI SOCIAL
Non so nemmeno se dovrei scriverne di ciò che mi è accaduto ieri a Brescia, ma lo farò solo per informarvi e per invitarvi a stare attenti perché in giro c’è veramente della gente malata. Ieri pomeriggio mi trovavo nei pressi dell’Esse lunga di via Milano con un paio di amici della Lega Giovani. Stavamo parlando tra di noi e io come al solito portavo il mio baschetto amaranto con la spilla degli arditi. Spilletta che evidentemente non è passata inosservata a due individui vestiti come straccioni e la testa piena di rasta. Si sono messi a qualche metro da noi a fumare e ho subito notato che armeggiavano coi telefonini, scattavano foto. Giovanni, il mio amico, mi aveva informata che uno di quelli lo conosceva, che era uno sfattone che fino a qualche tempo fa abitava in un appartamento in affitto nella sua via prima di essere sfrattato perché faceva sempre casini. Il tipo secondo Giovanni frequentava anche un centro sociale che era lì a qualche centinaio di metri da noi in Via Industriale. Non erano passati nemmeno dieci minuti, noi ragazzi parlavamo tra di noi compiacendoci dei successi ottenuti dalla Borgonzoni in Emilia quando abbiamo visto arrivare altri quattro brutti ceffi che camminavano dritti verso di noi con i cappucci delle felpe tirati sulla testa. Questi ci arrivano vicino e nel contempo si avvicinarono anche i due rastoni che avevamo notato prima accerchiandoci. Un tipo viene dritto da me ad un palmo dal muso e mi dice:
“ehi tu sei la stronzetta fascista di Facebook vero? Ti abbiamo riconosciuta fascistella! Pensavi di passare inosservata in questa zona? Qui ci lasci la pelle merdosa puttana fascioleghista!”
Ricordo il suo alito fetido che sapeva di acido e birra, io resto comunque ferma davanti a lui, immobile, non voglio avere paura, mi limito a guardarlo in faccia senza abbassare mai lo sguardo. Così mi accorgo che il tipo tira fuori le mani dalle tasche del parka che indossava, le alza entrambe verso la testa per aggiustarsi il cappuccio della felpa che tira appena più in giù sul volto per non farsi guardare negli occhi e il figlio di puttana parte con una gomitata che mi becca dritta in faccia in piena fronte e sull’occhio sinistro. Io cado all’indietro stordita, la vista mi si offusca, e vedo che gli altri sodali del bastardo aggrediscono Giovanni e Pietro che cercano di difendersi meglio che possono. Pietro per fortuna fa arti marziali, non è uno che parla tanto, fa MMA, non è particolarmente grosso, ma è un vero fascio di nervi. Devo ringraziare lui se sono viva perché deve avergli fatto davvero male a quei bastardi senza onore. La colluttazione è durata forse un minuto, non di più, eppure in un solo minuto, le mani di Pietro, le sue scarpe e le facce di tre di quegli aggressori erano ricoperti di sangue. C’era sangue anche sui miei vestiti, schizzi che mi avevano raggiunta e io mi auguro solo che nessuno di quei figli di puttana drogati avesse l’AIDS.
Me lo auguro più che altro per Pietro perché nel pestarli si è ferito le mani. Nel frattempo erano accorse anche alcune persone sul luogo dell’aggressione che avevano visto il tutto è urlavano parole di rabbia contro quei disgraziati. Chi in dialetto è chi in italiano credetemi ha avuto modo di sfogarsi e così le zecche rosse, vedendo che la situazione peggiorava sempre più a loro sfavore sono fuggiti via, su una macchina che li aspettava poco più avanti e che è partita sgommando. Qualcuno dei presenti però pare sia riuscito a prendere almeno parzialmente il numero di targa.
Una signora imbestialita mi ha aiutata a rialzarmi e nel frattempo è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri e di lì a pochissimo anche l’autoambulanza. Mi hanno medicata e portata agli spedali civili per maggiori accertamenti. Un carabiniere, è stato particolarmente gentile, mi ha tenuto la mano per qualche minuto era anche un gran figo di origine sarda. Dal nervoso che avevo e per mera reazione a quella violenza ho pianto e credo di avergli bagnato anche la sua bella divisa che profumava di buono e pulito. Ho pianto perché mi hanno colpita vigliaccamente e non ho potuto né reagire, né essere utile ai miei amici aiutandoli a difendersi.
Ecco il mio sabato pomeriggio in centro a Brescia, ecco fin dove può arrivare l’odio antifascista in un momento storico dove sui social viene etichettato come fascista tutto ciò che è diverso come pensiero. Un odio di cui dubito parleranno i giornali, nemmeno quelli locali tutti conformati alla sinistra. Odio che può arrivare a colpire chiunque nelle nostre città, giovane o anziano che sia. Odio che colpisce chiunque venga considerato fascioleghista da questi disgraziati rincoglioniti dalle ideologie dell’ANPI, della CGIL, del PD e che fermentano trasformandosi poi in veri e propri atti criminali che partono dai centri sociali. Disgraziati che vengono mobilitati nelle piazze di mezza Italia per fargli cantare bella ciao e fargli credere che devono rappresentare i nuovi eroi di una farsa di resistenza dove possono sentirsi autorizzati ad ogni forma di violenza verso persone civili che semplicemente hanno un pensiero diverso dal loro.
E non vi dico come hanno reagito i miei quando giunti in ospedale si sono visti una giovane figlia appena quindicenne rovinata in quel modo.
Ora però basta scrivere perché mi gira un po’ la testa. Non ho traumi importanti, ma la botta che ho preso mi ha un po’ stordita. Prometto di riprendermi presto.
Ciao cari amici. Vi voglio bene!
ItaliArdita