Mazzata a Salvini dal capo della polizia: «No ai giustizieri porta a porta»

Anche oggi Salvini è tornato a puntare il dito contro qualcuno che gli è stato indicato dai residenti come presunto spacciatore

Matteo Salvini che si avvicina a un’abitazione privata, suona a un citofono e chiede: «Buonasera signora, suo figlio è uno spacciatore?». Negli ultimi due giorni non si parla d’altro: una scena che in campagna elettorale non si era mai vista.

Tanto che anche il capo della polizia Franco Gabrielli è intervenuto sulla vicenda “condannando” il gesto dell’ex ministro dell’Interno. «Stigmatizzo sia quelli che fanno giustizia porta a porta sia quelli che accusano la polizia in maniera indiscriminata», ha detto Gabrielli, rispondendo a un giornalista.

Intanto oggi, 23 gennaio, a Modena, Salvini ha puntato di nuovo il dito contro qualcuno che, come nel caso del giovane bolognese di origini tunisine, gli è stato indicato dai residenti come presunto spacciatore. Stavolta si tratta di un esercizio commerciale.

«Al civico 38 spacciano, non serve citofonare, l’hanno già chiuso. Ogni volta che posso dare una mano a mamme e persone che denunciano queste cose, io la do. La sinistra invece continua a non farlo nemmeno in Parlamento», ha detto Salvini in piazza a Modena, indicando un negozio nelle vicinanze.

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