Nel Bresciano presentano un libro sul neofascismo, il Comune nega il patrocinio: «Manca il contraddittorio»

L’attacco del sindaco: «Polemica di donnine vogliose di farsi lapidare in piazza»

La presentazione di un libro sul neofascismo si è trasformata in breve tempo in una polemica mediatica e cittadina in provincia di Brescia. A inizio gennaio l’associazione culturale Iperuranio di Rovato, nel Bresciano, aveva fatto richiesta all’amministrazione comunale di una sala per la presentazione del libro Il cuore nero della città: viaggio nel neofascismo bresciano di Federico Gervasoni, 28enne scrittore e giornalista bresciano.

«Dato che per l’amministrazione era un tema controverso, ci è stato chiesto di affiancare all’autore un contraddittorio e un moderatore», chiarisce a Open Francesco Botticini, presidente dell’associazione. «È la presentazione di un libro, non un trattato o un eventuale discussione politica. La risposta del comune è stata: fatelo in biblioteca», dice Botticini.

All’ulteriore richiesta di ottenere il patrocinio del comune per l’affissione di locandine pubbliche, l’amministrazione ha risposto in maniera negativa. La scelta del luogo dell’evento si è poi spostata sul vicino teatro Zenucchini: «Come associazione siamo stupiti e delusi e abbastanza contrariati da questa scelta. Senza spiegare alcuna spiegazione non ci è stato concesso il patrocinio».

Contattato da Open, il vicesindaco Simone Agnelli ha inoltre chiarito che il rifiuto a concedere il patrocinio è stato motivato «dalla poca serietà nell’organizzazione dell’evento e dai continui cambi di programma dell’associazione nella scelta della location». Per Agnelli l’offerta di un moderatore avrebbe aiutato ad avere un dibattito più trasparente.

Su Facebook il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti, ha difeso la scelta dell’amministrazione: «L’assessore alla cultura nonché vicesindaco Agnelli ha chiesto di avere in anteprima una copia del trattato, che non è mai arrivata. Per questi motivi la Giunta ha rifiutato di concedere il Patrocinio all’evento». 

Carissimo Federico Gervasoni,Spiace davvero constatare la tua volontà primaria, che non è quella di presentare il tuo…

Gepostet von Tiziano Alessandro Belotti am Donnerstag, 23. Januar 2020

«Mi chiedo come si possa definire controverso un libro che non si è mai letto», ribatte a Open Gervasoni. Nel suo post su Facebook il sindaco attacca direttamente il giornalista che da un anno è costretto a partecipare ad eventi pubblici sotto scorta a causa delle molte minacce ricevute a seguito della pubblicazione del volume. Scorta che lo accompagnerà anche il prossimo 18 febbraio quando Gervasoni presenterà il libro insieme al giornalista Andrea Bianchi.

«Mi dispiace venire attaccato da un sindaco con cui non ho mai avuto contatti. È stata l’associazione a occuparsi dell’organizzazione dell’evento. Non ho nemmeno Facebook e non ho mai rilasciato nessuna dichiarazione», spiega Gervasoni. Il sindaco ha definito la polemica il frutto di «donnine vogliose di farsi lapidare in piazza dal sindaco fascista, xenofobo, sessista, misogino, analfabeta, arrogante, insensibile e pure stronzo». 

«Ho ricevuto minacce da persone legate al mondo ultrà – dice Gervasoni – da personaggi legati a Casapound, Forza Nuova, Avanguardia Nazionale, Veneto Fronte Skinhead». Diverse anche le intimidazioni ricevute: «Mi hanno detto che non avrebbero “più trovato i pezzi del mio cadavere».

Il libro ripercorre la storia, la nascita e il diffondersi di gruppi neofascisti nel bresciano, dalla strage di piazza della Loggia ai giorni nostri: «Non riesco a capire questo attacco. Mi spiace non vedere apertura su un libro che condanna il neofascismo, un libro che ho presentato sia ad amministrazioni di destra che di sinistra».

«A chi lancia la solita accusa di venire dai centri sociali voglio dire che ho una formazione legata all’estrema destra», spiega Gervasoni che dice da dieci anni a questa parte di aver frequentato per motivi giornalistici gli ambienti di Casapound.

Ma la giunta attacca, e su Facebook il sindaco si rivolge direttamente al giornalista: «Se l’autore dell’evento ha comportamenti ritenuti poco seri o non consoni o non conformi o comunque manchevoli, la Giunta a sua insindacabile decisione (spiace per il Gervasoni, ma è così) non concede il Patrocinio».

Ma Gervasoni ribadisce di non aver mai avuto contatti con il sindaco del paese bresciano: «Ho una vigilanza che mi scorta – continua Gervasoni – a tutte le manifestazioni che faccio per motivi politici. L’antifascismo non è partitico è un valore della costituzione».

Leggi anche: