WikiPoesia, al via il crowdfunding per la Wikipedia della poesia

WikiPoesia è l’enciclopedia poetica nata il 21 marzo dell’anno scorso

WikiPoesia, “La Wikipedia della Poesia”, dopo il primo congresso nazionale di Domodossola, in Piemonte, lancia una campagna di crowdfunding per raccogliere 1.258 euro necessari a proteggere il marchio “WikiPoesia” e dare un futuro stabile alla community che ruota intorno al mondo della poesia contemporanea.


WikiPoesia è l’enciclopedia poetica nata il 21 marzo dell’anno scorso. «Chiediamo a tutti gli amanti della poesia di progettare con noi WikiPoesia», spiega il presidente Renato Ongania secondo quanto riporta l’Ansa.

Il manifesto

  • Creare un’opportunità per valorizzare ogni iniziativa letteraria che concorre alla formazione artistica della comunità dei poeti;
  • creare la più grande rete italiana di Premi di Poesia (al momento abbiamo registrato circa 560 premi di poesia in Italia), consultabili alla voce Indice oppure mediante ricerca singola;
  • creare una classifica dei poeti più premiati (ranking WikiPoesia);
  • dare connotazione al bisogno di identità e di appartenenza dei poeti (utilizzando anche forme miste di comunicazione-cultura-eventi sociali).

Il congresso di Domodossola «ha incaricato gli organi di WikiPoesia di dare una struttura solida al progetto. La primissima raccolta fondi inizierà tra qualche giorno e servirà a registrare il marchio a livello comunitario. Il preventivo dell’ufficio brevetti che abbiamo interpellato ci ha notificato che servono 1.258,02 euro», spiega il presidente. «Come presidente avrei potuto provvedere di persona, ma non si tratta di un progetto personale, la poesia è di tutti e anche questo progetto è aperto a tutti nella massima trasparenza. Con 40 persone o associazioni che versano 30 euro avremo le risorse necessarie per la registrazione del marchio».

Il progetto, nato nel 2019, raccoglie informazioni enciclopediche relative a circa 500 premi di poesia che si svolgono in Italia. La piattaforma di crowdfunding scelta è eppela.

«Non vogliamo problematizzare la poesia», dice ancora Renato Ongania. «Ci adoperiamo perché divenga patrimonio di tutti e ci appelliamo a coloro che sono più sensibili alla libertà di pensiero e alla conoscenza condivisa».

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