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Turchia, per la Corte Costituzionale il blocco di Wikipedia viola la libertà di espressione: l’enciclopedia torna online

27 Dicembre 2019 - 10:00 Redazione
Turchia, per la Corte Costituzionale il blocco di Wikipedia viola la libertà di espressione: l’enciclopedia torna online
L'enciclopedia era stata oscurata nell'aprile 2017 in nome della «sicurezza nazionale»
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La Corte Costituzionale della Turchia ha stabilito che la decisione del governo di bloccare l’accesso a Wikipedia all’intero Paese costituisce una violazione della libertà di espressione. Una decisione che ha “costretto” l’autorità di controllo delle tecnologie informatiche e di comunicazione (Btk) a togliere la censura.

L’autorità turca che si occupa di telecomunicazioni aveva fermato l’accesso all’enciclopedia nell’aprile 2017 a seguito del rifiuto di Wikipedia di rimuovere alcuni articoli in cui si accusava Ankara di aver cooperato con varie organizzazioni terroristiche nei territori siriani. Il blocco dell’enciclopedia è stato attuato in base a una legge varata dal governo di Recep Tayyip Erdogan in nome della «sicurezza nazionale». 

Il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, ha accolto con entusiasmo la sentenza, twittando: «Bentornata Turchia!», mentre Christophe Deloire, segretario generale di Reporters Sans Frontières, ha commentato: «Una sentenza molto positiva in un Paese in cui così tanti giornalisti sono imprigionati in “prigioni visibili”, mentre il pubblico è talvolta imprigionato in “prigioni invisibili” tecnologiche».

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