GenZ, i giovani sognano ancora le professioni tradizionali. Ma alcune saranno a rischio automazione

Secondo il direttore di Oecd Education, «molti adolescenti sembrano ignorare che esistono nuovi tipi di occupazioni che derivano dalla digitalizzazione»

Il World Economic Forum di Davos si è chiuso da poco. Quella del 2020 è stata un’edizione all’insegna della partecipazione giovanile, che ha visto tra i relatori 10 under 20 (tra cui Greta Thunberg) pronti a parlare di futuro. Ma nel clima generale di interesse ed entusiasmo, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Oecd) ha portato alla luce una problematica: il basso grado di consapevolezza generale dei più giovani in merito ai cambiamenti in ambito professionale.

«È preoccupante che i ragazzi e le ragazze di oggi scelgano il loro lavoro dei sogni tra una piccola lista che raccoglie quelli più popolari e più tradizionali, come gli insegnanti, gli avvocati o i manager», ha detto Andreas Schleicher, direttore del reparto Educazione dell’Oecd. «Molti di loro sembrano ignorare che esistono nuovi tipi di occupazioni che derivano dalla digitalizzazione».

Quali sono i lavori preferiti dai giovanissimi

In merito a questo, l’Organizzazione ha pubblicato alcuni dati all’interno del report “Dream jobs: Teenagers’ career aspirations and the future of work(“Lavori dei sogni: le aspirazioni professionali dei teenager e il futuro del lavoro”), che esamina le prospettive professionali per gli under 20.

Stando alla classifica riportata, che comprende 42 Paesi tra cui l’Italia, nel corso di 18 anni (dal 2000 al 2018) le preferenze non sono cambiate di molto. Le ragazze continuano a sognare di fare i medici, le insegnanti, le psicologhe, le avvocatesse, le ostetriche e le veterinarie. Si aggiungono lavori come la designer, l’agente di polizia e la manager aziendale, mentre escono dalla top 10 impieghi come la parrucchiera e la segretaria.

Per quanto riguarda i ragazzi, le ambizioni professionali restano ancora più immutate. Con qualche variazione di posizione, restano in testa impieghi come direttore aziendale e ingegnere, medico o tecnico informatico. Tra i lavori dei sogni ci sono anche lo sportivo, l’agente di polizia, il meccanico, l’architetto e l’insegnante.

Prospettive di automazione

Secondo l’Oecd, tra 10 o 15 anni alcuni tra i giovanissimi si scontreranno con una realtà che non avevano preso in considerazione: il mondo cambia, e cambiano gli impieghi. Stando al report, che si poggia anche sugli studi di FutureFit AI, metà dei posti di lavoro attualmente occupati registra una rilevante probabilità di automazione nei prossimi 10-15 anni.

Sul totale globale degli impieghi, il 14% è definito «altamente automatizzabile», mentre un altro 32% «potrebbe affrontare cambiamenti sostanziali nel modalità in cui vengono svolti a causa di innovazioni come l’intelligenza artificiale». Per quanto riguarda l’Italia, oltre il 40% dei lavori dei sogni citati dagli adolescenti è a rischio automazione.

Le professioni più popolari tra gli adolescenti, come le professioni sanitarie, sociali, culturali e legali, saranno tra quelle con il più basso tasso di automazione. Ma secondo l’analisi di FutureFit AI, al di fuori dei primi 5 o 10 lavori preferiti, molti giovanissimi scelgono ancora dei lavori ad alto rischio di automazione. Complessivamente, il 39% dei lavori citati dai partecipanti sarà automatizzato nel giro di 10 o 15 anni.

Secondo un rapporto dall’Ons, che analizzato i lavori di oltre 20 milioni di persone in Inghilterra nel 2017, il 7,4% corre questo rischio (circa 1.5 milioni). Ma, come sottolinea anche l’Oecd, i livelli cambiano di Paese in Paese.

Foto copertina: Unsplash, Alexis Brown

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