Coronavirus, il 17enne rimasto a Wuhan resta ancora in Cina: ha di nuovo la febbre

Sarebbe già dovuto partire insieme agli altri 56 italiani che sono atterrati a Roma da Wuhan il 3 febbraio scorso

Doveva essere tra i connazionali rimpatriati, insieme ad altri otto italiani, a bordo di un aereo britannico da Wuhan, in Cina, focolaio del Coronavirus, ma lo studente di 17 anni originario di Grado, Friuli Venezia Giulia, rischia di essere ancora bloccato a Wuhan.

Il giovane sarebbe già dovuto partire insieme agli altri 56 italiani che sono atterrati a Roma da Wuhan il 3 febbraio scorso, ma era rimasto a terra e non aveva preso il volo dell’Unità di Crisi della Farnesina perché aveva la febbre. Ora rimane ancora bloccato in Cina perché presenta di nuovo qualche linea di febbre.

La conferma arriva anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook. «Purtroppo Niccolò, il ragazzo italiano di 17 anni che si trova a Wuhan, in Cina, oggi ha registrato ancora un po’ di febbre e – malgrado sia risultato negativo ai test del Coronavirus per già due volte – non è potuto rientrare n Italia», scrive Di Maio. «Ho appena sentito la sua famiglia al telefono per rassicurarla del fatto che gli sarà dato tutto il supporto necessario. Ho sentito persone forti che chiedono solo di riabbracciare il proprio figlio. Al nostro ambasciatore a Pechino ho detto di assistere Niccolò e di dargli tutto l’aiuto di cui ha bisogno. In queste ore faremo ogni sforzo per riportare a casa Niccolò il prima possibile. Grazie a tutte le persone che stanno lavorando h24 per garantire ogni italiano all’estero e in patria».

Purtroppo Niccolò, il ragazzo italiano di 17 anni che si trova a Wuhan, in Cina, oggi ha registrato ancora un po’ di…

Gepostet von Luigi Di Maio am Samstag, 8. Februar 2020

Il ragazzo si trovava in Cina con il programma Intercultura, avrebbe dovuto fermarsi fino al termine dell’anno scolastico. Dai test, è risultato negativo al virus. 

In copertina una donna con una mascherina protettiva a Sanlitun, Pechino, Cina, 8 febbraio 2020. EPA/Roman Pilipey

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