Prescrizione, l’accordo torna in alto mare. I renziani: «Usare il Milleproroghe scandaloso, voteremo no»

«Se i deputati Pd si trovano bene nel difendere una norma che fino a un anno fa tutti insieme giudicavamo incostituzionali, è l’ennesimo segnale della deriva giustizialista del Pd e dell’abbraccio con i grillini. Noi restiamo garantisti», dice Rosato

Finita l’apparente parentesi di tregua in concomitanza con il Festival di Sanremo, i renziani tornano ad agitare le acque nella maggioranza sul tema della giustizia e della prescrizione. Su cui – ecco l’annuncio – «contrasteremo qualsiasi forzatura istituzionale e non ci sarà nessuna marcia indietro e nessun tipo di accordo che vada a contrastare i principi costituzionali»: a scriverlo su Facebook è Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva.


«Utilizzare il Milleproroghe per modificare il diritto penale sarebbe uno scandalo», dice Rodato. «L’unica soluzione è il prudente rinvio previsto dal lodo Annibali. Ogni altra soluzione vedrà Italia viva votare convintamente contro». Per il coordinatore di Iv quella del Pd è una «deriva giustizialista».

Le dichiarazioni di queste ore «del collega Bordo a nome dei deputati Pd sul tema della giustizia sono mediocri provocazioni su un terreno su cui converrebbe usare prudenza e saggezza» scrive ancora Rosato su Facebook. Bordo aveva parlato di «ultimatum e poi marcia indietro» commentando le mosse di Renzi.

«Sulla prescrizione, (lo dico in particolare a giornalisti, commentatori, colleghi di maggioranza al governo) noi contrasteremo qualsiasi forzatura istituzionale e non ci sarà nessuna marcia indietro e nessun tipo di accordo che vada a contrastare i principi costituzionali», scrive ancora il vicepresidente della Camera. «Se poi i deputati Pd si trovano bene nel difendere una norma che fino a un anno fa tutti insieme giudicavamo incostituzionali questo è l’ennesimo segnale della deriva giustizialista del Pd e dell’abbraccio con i grillini. Noi invece restiamo garantisti».

Cosa faranno i renziani

Matteo Renzi ha chiarito che il suo partito non voterà in Aula la soluzione di compromesso trovata dagli alleati di governo, ma assicura che l’esecutivo non è in pericolo: non ci sarebbe nessuna intenzione da parte di Italia Viva di ritirare i propri ministri né di sfilarsi garantendo un appoggio esterno da Prima Repubblica. Quel «non avete i numeri, soprattutto al Senato» dell’ex premier però pesa come un macigno sul futuro del governo giallorosso.

Ed è convocata per lunedì sera un’assemblea congiunta dei gruppi di Italia viva di Camera e Senato, per decidere come andare avanti sul tema. I renziani annunciano «linea dura» sul cosiddetto «lodo Conte bis» sul quale M5s, Pd e Iv hanno siglato un’intesa: «Una cosa è certa, noi non lo votiamo», dice un parlamentare.

Tra le ipotesi, se davvero la norma fosse inserita nel decreto Milleproroghe e approvata con voto di fiducia, c’è anche quella di non prendere parte alla votazione sulla fiducia in Aula alla Camera o anche astenersi: «Ma – spiega una fonte di Iv citata dall’Ansa – quello è l’ultimo dei passaggi, prima dovremo vedere se l’emendamento sul lodo Conte sarà ammissibile».

In copertina Ettore Rosato negli studi di Cinecittà durante la prima assemblea nazionale di Italia Viva, Roma 1 Febbraio 2020. ANSA/Giuseppe Lami

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