Renzi e Conte si beccano a distanza: «È il massimo esperto nel cambiare le maggioranze» e il premier risponde: «Decidano cosa vogliono fare»

«Ad esempio a me piace il sud»: il premier posta la canzone di Rino Gaetano e prova a parlare d’altro, ben cosciente che il tema prescrizione è ostico e impopolare. In Calabria presenterà il Piano Sud 2030

Non è finita. Dopo lo scontro a distanza di ieri durato tutta la notte, dopo i venti di crisi che spiravano via giornali di questa mattina, Matteo Renzi e Giuseppe Conte tornano a segnalare le distanze reciproche.


Il premier cerca di parlare d’altro, ben cosciente che il tema prescrizione è ostico e impopolare. Scrive su Facebook di essere in viaggio per la Calabria, dove vuole presentare il Piano Sud 2030: «Io amo l’Italia, io amo il suo Sud. In pochi hanno cantato questo sentimento come Rino Gaetano, che aveva origini calabresi. Nel Piano ci sono investimenti, infrastrutture, nuove opportunità per i giovani, troppo spesso costretti ad abbandonare la loro terra e i loro affetti. È in Calabria che oggi apriamo il cantiere dell’Italia di domani». E ci piazza pure una bellissima canzone di Rino Gaetano. Come a dire: «Ho ben altro per la testa che le liti con Matteo Renzi».

Matteo Renzi come la prende? Non proprio in modo sereno, in effetti. Ma torna sulla questione prescrizione in un post su Facebook ben più lungo.

Con una battuta al vetriolo: «Se il premier vuole cacciarci, faccia pure: è un suo diritto! E Conte è il massimo esperto nel cambiare maggioranze. Se invece vogliono noi, devono prendersi anche le nostre idee. Alleati, non sudditi». E «Se hanno pronto un Conte Ter si accomodino». Nel merito, Renzi dice che la battaglia si sposta dal Consiglio dei ministri – e dagli accordi di maggioranza – in Parlamento. È lì che, dice, cercheranno di cambiare il lodo Conte «incostituzionale secondo i principali esperti» (sul punto in realtà c’è parecchia discussione): «Cercheremo di cambiarla in Parlamento prima che venga bocciata dalla Corte Costituzionale come già avvenuto in settimana alla Legge Bonafede».

Sarà crisi? Affidato al normale dibattito parlamentare, il lodo Conte bis rischia di essere archiviato da una diversa maggioranza parlamentare che vedrebbe Iv votare con l’opposizione, mettendo sotto il governo al Senato. La sfiducia non sarebbe automatica ma il risultato molto rilevante. E bisognerà vedere a quel punto come si muoveranno sia i Cinque stelle sia Conte e il Pd, sempre più insofferenti alle alzate di testa di Matteo Renzi.

«Oggettivamente negli ultimi giorni Italia viva ha votato sistematicamente con le opposizioni. Il fatto che ogni giorno propongono la formulazione di una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia richiede un chiarimento da parte loro», ha detto il premier in visita oggi, 14 febbraio, a Gioia Tauro per presentare il Piano per il Sud. Poi l’affondo, categorico: «Ci devono dire cosa vogliono fare: se vogliono correre insieme a noi e se si sentono confortevoli in questa maggioranza». E a chi chiede se i rapporti con Italia viva si siano incrinati, tanto da doverli ricucire, risponde: «Cosa significa ricucire? Io non ho rotto un filo, non ho rotto nulla, ho detto semplicemente che Italia viva deve chiarire».

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