Coronavirus, la testimonianza da Codogno di un medico in isolamento: «Noi qui in un limbo»

«Ci attacchiamo a Netflix o a Sky, oppure ai buoni libri», ha dichiarato il medico di uno dei centri nel lodigiano, focolaio del coronavirus

«Siamo in un limbo, siamo tutti chiusi in casa. Non possiamo allontanarci dai nostri comuni». Ha parlato così un medico di Codogno, uno dei centri isolati dalle nuove disposizioni del governo a causa dei contagi da Coronavirus, contattato telefonicamente dall’Ansa.

«A parte il fatto che qui non si sta spostando nessuno, e che oggi è domenica, non possiamo lavorare, non possiamo andare al bar né al ristorante – aggiunge – Ci attacchiamo a Netflix o a Sky, oppure ai buoni libri. Per fortuna sto ricevendo un sacco di telefonate di solidarietà da parte degli amici».

«Non possiamo e non vogliamo chiudere la vita a Milano e in Lombardia», ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana poco dopo l’annuncio del sindaco Beppe Sala di chiudere le scuole nel milanese. «I cittadini devono vivere la propria vita in maniera normale e serena, rispettando le precauzioni».

«Ringrazio i cittadini lombardi che hanno accettato le limitazioni e non hanno drammatizzato la situazione dimostrando di essere una comunità di persone serie – aggiunge – su Milano si dovranno assumere provvedimenti diversi, ridurre le occasioni di contagio nelle manifestazioni pubbliche o i ritrovi nei locali affollati. Bisogna lavorare sulla prevenzione personale e individuare quali sono stati i contatti personali».

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