Giovani più esposti a “rigurgiti neonazisti”: la relazione degli 007 italiani

A metterlo nero su bianco è la relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza dei servizi segreti al Parlamento

Emergono insidiosi rigurgiti neonazisti, favoriti da una strisciante ma pervasiva propaganda virtuale attraverso piattaforme online dedicate. A metterlo nero su bianco è la relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza dei servizi segreti al Parlamento. I più esposti sono i giovani. Il rischio, adesso, è che anche ristretti circuiti militanti o singoli simpatizzanti italiani possano restare “affascinati” da questa violenza.

Accanto alle formazioni strutturate e ben radicate sul territorio ci sono anche aggregazioni minori, alcune delle quali attive solo sul web. Una galassia di militanti che, pur rimanendo frammentata, condivide diversi temi: dalla rivendicazione identitaria all’odio verso i migranti, dall’avversione al multiculturalismo a quello verso le istituzioni europee. Si registra anche una convergenza di temi in occasione di appuntamenti politico-culturali e commemorativi sul “fascismo delle origini”.

Intanto le maggiori compagini, secondo gli 007 italiani, hanno continuato a inserirsi nel tessuto sociale, con iniziative di propaganda e di mobilitazione, soprattutto nelle periferie urbane, coinvolgendo giovani e fasce popolari più svantaggiate e sfruttando, quindi, tensioni e problematiche socio-economiche, dall’emergenza abitativa e occupazionale alla questione migratoria.

In alcuni casi si sono verificati anche scontri di piazza a seguito di contestazioni contro i centri di accoglienza e contro l’assegnazione di alloggi a stranieri e rom. Infine, specifiche iniziative sono state promosse a tutela della “famiglia tradizionale” e contro una presunta “islamizzazione” della società.

Migranti e jihadisti

Non ci sono al momento segnali che i combattenti jihadisti abbiano o stiano utilizzando i canali migratori per raggiungere l’Europa, secondo la relazione. Confermata invece, per quanto riguarda la rotta tunisina, l’esistenza di «reti criminali italo-tunisine» coinvolte oltre che nel traffico di migranti anche nel contrabbando di tabacchi e nel traffico di droga. Gli 007 segnalano inoltre due fenomeni connessi alla tratta: il ricorso alle ‘navi madre’ e un aumento degli sbarchi fantasma.

Foto in copertina da Ansa

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