Operai con le mascherine, controllo della temperatura all’ingresso del cantiere: ecco come si lavora al nuovo ospedale in Fiera Milano

Operai, agenti di sicurezza e operatori del pronto intervento popolano il cantiere dell’ospedale anti-coronavirus. Le foto e i video da Fiera Milano

Gli unici rumori che si sentono su viale Lodovico Scarampo sono quelli del cantiere. Lo stradone alla periferia nord ovest di Milano, di solito trafficatissimo, costeggia buona parte dei padiglioni di Fiera Milano che nel giro di qualche giorno ospiteranno i primi 30 o 40 pazienti in terapia intensiva affetti da Covid-19. Nel mattino di questa prima domenica di primavera, i lavori per il nuovo ospedale prendono il via tra controlli severi e ritmi serrati.

I medici che hanno risposto alla chiamata per lavorarci sono già oltre 1.500. Una settantina di operai sono impiegati da mattina a sera per adeguare l’impiantistica della struttura, puntando a ridefinirne il layout del sito nel minor tempo possibile. Già dalla fine di questa settimana si punta ad avere operativi i primi 4 moduli e, alla fine di tutto, i posti disponibili per la terapia intensiva e semi intensiva saranno circa 280.

Un numero inferiore a quello che si era previsto all’inizio, ma solo perché, sotto la guida di Guido Bertolaso, si è deciso di adeguare l’ospedale anche alle emergenze collaterali. Ci saranno le camere respiratorie, sale per le TAC e tutti i locali i necessari per far fronte a alle eventuali complicazioni che potrebbero coinvolgere i pazienti già in gravi condizioni.

Giada Ferraglioni | Una parte del cantiere del futuro ospedale di Fiera Milano

Da fuori si intravedono già le prime insegne ospedaliere come Primo soccorso. I padiglioni sono quelli di fianco a Casa Milan, in zona Portello, poco distanti dalla sopraelevata. Attaccato a uno degli ingressi secondari – e sbarrati – c’è una piccola area verde su cui si affacciano anche i palazzoni residenziali. Ogni tanto qualcuno porta a spasso il cane e ne approfitta per buttare un occhio ai miniescavatori e alle minipale che attraversano l’area interna.

I lavori e i lavoratori del cantiere

«Se non saranno 24 ore al giorno di lavoro, minimo ne saranno 18 no stop», racconta una fonte vicina al consulente straordinario della Regione. Le ore di lavoro, spalmate su una turnazione di 7/8 ore, aumentano man mano che la ristrutturazione decolla. Già dal 23 marzo, il cantiere resterà aperto dalla mattina presto fino alle 22.

Sono le 16:30 e la prima tornata di lavoratori inizia a smontare. «Non ho voglia di tornarmene a casa», dice uno di loro. «Non mi aspetta nessuno e non so che fare». Si intrattiene qualche minuto all’uscita dell’area, senza scendere mai dalla macchina. Altri lo seguono a bordo delle loro auto. «Io stasera mi organizzo una grigliata in balcone, me la sono meritata», scherza un altro. Ha ancora sul viso la mascherina e assicura che «dentro si respira davvero un bel clima», che tutti lavorano estremamente motivati. «I lavori procedono molto velocemente», dice. «Io faccio questo mestiere da 13 anni e da parecchio tempo lavoro in Fiera. Ma questa è un’occasione fuori dal comune».

Giada Ferraglioni| Un operaio a lavoro in una parte del cantiere del nuovo ospedale a Fiera Milano

C’è un unico ingresso aperto e percorribile, e lì la vigilanza ferma ogni vettura per controllare che sia tutto in regola. «Qui non passa nessuno senza permesso», dice uno di loro. Ogni volta che qualcuno entra, loro controllano la temperatura. «Dobbiamo farlo sempre», dice l’agente. «Anche se qualcuno si allontana solo per fumarsi una sigaretta. Se si passa il cancello, la temperatura deve essere tracciata». Oltre ai dipendenti delle imprese edili, sul posto ci sono le squadre di soccorso sanitario per ogni emergenza. «Siamo qui per accertarci che non ci siano problemi di nessun tipo a livello sanitario», dice un operatore della Mediolanum Soccorso.

Giada Ferraglioni | Gli agenti della vigilanza misurano la temperatura a chiunque entri all’interno del cantiere

Questo è anche il giorno in cui la giunta lombarda, compresi il presidente Attilio Fontana, il vicepresidente Fabrizio Sala e l’assessore al Welfare Giulio Gallera, arrivano per fare un sopralluogo insieme ai direttori generali degli ospedali di Milano e al presidente della Fondazione Fiera Milano. «Stiamo costruendo un team per la gestione dei lavori», aveva detto Gallera. Verso le 16:45 sfrecciano via con le loro auto fuori dal cantiere. Manca poco al solito aggiornamento sullo stato dei contagi in Lombardia.

Giada Ferraglioni | La giunta della Regione Lombardia, tra cui Giulio Gallera, il commissario straordinario Guido Bertolaso e il presidente di Fiera Milano escono dal cantiere

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Foto copertina: credits Giada Ferraglioni | Uno dei padiglioni in via di ristrutturazione per la realizzazione dell’Ospedale di Fiera Milano