Il sostegno della destra americana a quella italiana, da Meloni a Siri (Lega): la puntata di Report

Finanziamenti e pressioni avrebbero sostenuto la carriera di alcuni esponenti politici di primo piano in Italia, dice la trasmissione d’inchiesta

Non è il Coronavirus l’argomento della puntata di Report (in onda questa sera, 20 aprile, alle 21 su Rai 3) destinato ad infiammare di più il dibattito. Accanto all’approfondimento sul caso Piemonte, dove i numeri sono in crescita, i giornalisti guidati da Sigfrido Ranucci si sono dedicati in particolare a seguire le tracce di un caso molto attenzionato dai media fino a un anno fa, e ora finito nel dimenticatoio: l’ex sottosegretario Armando Siri e la rete internazionale che lo avrebbe portato ad un importante incarico di governo da cui ha poi dovuto dimettersi, quando la procura di Trapani assieme a quella di Roma l’ha accusato di aver ricevuto una mazzetta per favorire una legge di finanziamento al settore dell’eolico.

In parallelo, l’inviato Giorgio Mottola, ha individuato i finanziamenti che le organizzazioni della destra conservatrice americana hanno inviato all’Alleanza dei conservatori e riformisti europei, il gruppo europeo di cui fa parte anche Fratelli d’Italia e, più in generale, alle relazioni che la leader Giorgia Meloni ha con questa galassia politica. Insomma, la puntata è destinata a far discutere. Noi intanto ne pubblichiamo due brevi estratti.

Il caso Siri

Sul caso Siri, il racconto di Report ha prima di tutto il merito di mettere sotto i riflettori un particolare interessante di cui quasi solo un articolo de Il Fatto Quotidiano, in piena estate, aveva parlato. Paolo Arata, l’imprenditore dell’eolico che è accusato di aver versato una mazzetta ad Armando Siri perché facesse confermare i finanziamenti pubblici al suo settore imprenditoriale, mesi prima, si sarebbe speso con il cardinale Raymond Leo Burke – punto di riferimento dei conservatori americani anti Bergoglio – perché facesse avere l’incarico governativo allo stesso Siri.

Burke avrebbe promesso di farsi intermediario presso Giancarlo Giorgetti e avrebbe assicurato anche un intervento presso l’ambasciatore americano. Persino Steave Bannon, ex consigliere di Trump e ideologo della destra ultraconservatrice, avrebbe premuto per quell’incarico. Siri ha avuto il posto, anche se lui nega ogni intervento esterno al partito. E, di lì a poco, Federico Arata, figlio di Paolo e vicino allo stesso Bannon, è stato assunto da Giorgetti come consulente.

La destra americana e Fdi

C’è poi un approfondimento sul rapporto tra la destra anti Bergoglio americana e la destra italiana ed europea. Alcune organizzazioni ultra conservatrici Usa, dice Report, finanziano direttamente il gruppo dei Conservatori e riformisti europei, a cui aderiscono il Front National e Fratelli d’Italia. La leader Giorgia Meloni ne è a conoscenza? Il servizio di Report non lo dice, spiega però che i rapporti tra questi gruppi e la parlamentare italiana sono sempre più stretti.

E’ stata l’unica europea invitata alla convention conservatrice americana a Washington e ha ricambiato l’invito con una conferenza internazionale a Roma. L’aspetto più imbarazzante di queste riunioni – specie nell’ottica della politica italiana – è che questi gruppi americani hanno messo al centro della loro agenda l’opposizione a Bergoglio. E dal momento della sua nomina hanno aumentato finanziamenti e relazioni coi gruppi europei.

Video di www.raiplay.it foto di Armando Siri, Ansa

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