Coronavirus. Nel 2020 in Italia «profonda recessione» e Pil -9,5%: peggio di noi solo la Grecia. Le stime della Commissione Ue

Secondo l’Ue, la disoccupazione in Italia salirà all’11,8% nel 2020. A essere maggiormente colpiti dalla crisi saranno gli attuali disoccupati e gli stagionali. Turismo e export settori più danneggiati

Pandemia da Coronavirus e lockdown spingeranno l’economia italiana in una «profonda recessione», con un «rimbalzo tecnico nella seconda metà del 2020», sostenuto dalle misure del Governo, e una «parziale ripresa» nel 2021. Sono queste le ultime stime economiche della Commissione europea, che vedono il Pil italiano contrarsi del 9,5% nel corso di quest’anno e rimbalzare al 6,5% l’anno prossimo. Le valutazioni si basano su una «ripresa delle attività economiche da maggio», che porteranno a una «graduale normalizzazione».


«Nonostante una risposta politica rapida e completa sia a livello Ue che nazionale, quest’anno l’economia europea subirà una recessione di dimensioni storiche», scrive la Commissione Ue. A causa del contrarsi dei mercati, l’export italiano avrà un «calo sostanziale» delle esportazioni, con «il turismo tra i settori più colpiti». Nel 2021, poi, «le esportazioni dovrebbero riprendere in linea con il commercio globale».

Le previsioni sulla disoccupazione

Secondo l’Ue, la disoccupazione in Italia salirà all’11,8% nel 2020, per poi riscendere al 10,7% nel 2021. La copertura estesa e l’allentamento dei criteri per gli schemi di sostegno agli stipendi (Cassa integrazione guadagni) dovrebbero sostenere i redditi da lavoro e ridurre il rischio di licenziamenti e disoccupazione. Ma «chi cerca lavoro, gli stagionali e i contrattisti potrebbero non avere sostegno emergenziale e alcuni potrebbero temporaneamente ritirarsi».

Peggio di noi solo la Grecia

Sarà ancora una volta la Grecia, tra i Paesi Ue, a registrare il maggiore crollo del Pil con una flessione del 9,7% nel 2020. Ma l’Italia, con un calo del -9,5%, si piazzerà comunque in seconda posizione. Al terzo posto la Spagna (-9,4%) mentre la Francia registrerà il quinto maggior calo (-8,2%). La Germania dovrebbe invece cavarsela con una flessione del 6,5% classificandosi 18ma nell’Ue dove sarà la Polonia (-4,3%) a subire il danno minore.

Gentiloni: «In Italia la ripresa sarà più lenta»

«Sia la recessione che la ripresa saranno disomogenee», ha detto il commissario Ue Paolo Gentiloni presentando le previsioni. «I dati aggregati a livello europeo nascondono considerevoli differenze fra Paesi». «Tra i Paesi più grandi, l’Italia è stata colpita per prima e con più forza – ha sottolineato Gentiloni – con le misure di contenimento che ora cominciano ad essere rimosse gradualmente, l’economia comincerà la ripresa dalla seconda metà del 2020. Ciononostante, si prevede che la ripresa italiana prenderà più tempo che negli altri Paesi».

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