Silvia Romano e la conversione, quelli che a destra si ribellano agli insulti: «Li aiutava a casa loro. Che senso ha attaccarla?»

Tra gli insulti e le accuse alla volontaria italiana per la scelta religiosa e il presunto riscatto pagato per la liberazione, spuntano solitarie due voci di peso della destra italiana che prendono le distanze dalle polemiche scoppiate in queste ore

Tra le polemiche ai limiti della bava alla bocca sui social per la liberazione di Silvia Romano e la sua conversione durante la prigionia all’Islam, la destra in Italia si è divisa tra chi come Matteo Salvini e Giorgia Meloni accusa sostanzialmente il governo di aver finanziato un movimento islamista con il pagamento del riscatto, e le posizioni dell’ex senatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, e l’ex ministro Francesco Storace, storico esponente della desta italiana con una lunga carriera dall’Msi fino al Pdl.

Appena la volontaria è atterrata in Italia, Crosetto aveva anticipato le polemiche con un tweet di buonsenso: «Scusate, ma se diciamo, convinti, che vanno aiutati a casa loro, vanno fatte crescere le loro economie, che l’emigrazione uccide l’Africa etc. etc. che senso ha insultare una ragazza che è andata ad aiutarli a casa loro? Certamente non pensava di essere rapita e venduta». Un commento condiviso e sottoscritto anche dall’ex governatore del Lazio Storace, che aveva anche aggiunto: «Qui sta mancando ogni senso di umanità».

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