Dalle specie in via di estinzione alle pistole sismiche, la guerra di Trump all’ambiente in 98 mosse

In soli tre anni di amministrazione, il presidente Trump è riuscito a smantellare buona parte delle misure a tutela dell’ambiente introdotte da Obama. E nelle ultime settimane, con l’emergenza Coronavirus e le elezioni dietro l’angolo, la spinta verso le deregolamentazioni si è intensificata

Che Donald Trump abbia “dichiarato guerra” all’ambiente è ormai cosa nota, ma per capire quali siano i reali effetti della sua amministrazione sulla difesa dell’ambiente, bisogna guardare i numeri. In soli tre anni il presidente e la sua politica hanno letteralmente smantellato il tessuto di norme e regolamenti introdotto da Obama contro i cambiamenti climatici e, definendole regole inutili e onerose, hanno allentato i limiti sulle emissioni di biossido di carbonio di centrali elettriche, auto e camion, ed eliminato diverse leggi che regolavano la pulizia dell’acqua e dell’aria da sostanze tossiche.

Se possibile, nelle ultime settimane questa spinta verso la deregolamentazione si è addirittura intensificata, approfittando della crisi economica causata dalla pandemia di Coronavirus e dalla conseguente necessità di mettere le aziende nelle condizioni di tornare a fatturare come prima. Da un’analisi del New York Times – basata, tra le altre fonti, anche su una ricerca condotta dalla Harvard Law School e dalla Columbia Law School – sono oltre sessanta le norme e i regolamenti ambientali sospesi, modificati o annullati dall’amministrazione Trump e circa una trentina quelli ancora in fase di revisione.

Secondo Hana V. Vizcarra, avvocato del programma ambientale ed energetico della Harvard Law School, con le elezioni che si avvicinano il presidente ha cercato di portare a termine il più rapidamente possibile alcune delle sue principali priorità in quanto a deregolamentazioni. E se i democratici non riuscissero a riprendersi la Casa Bianca a novembre, sarebbero molte altre le norme e i regolamenti potenzialmente vulnerabili ai sensi del Congressional Review Act.

La maggior parte degli interventi sono stati effettuati dall’Agenzia per la Protezione Ambientale (E.P.A.), che non solo ha abrogato e sostituito le norme introdotte dall’amministrazione di Barack Obama sulle emissioni di centrali elettriche e veicoli, ma ha anche indebolito le protezioni poste a tutela delle zone umide e ridotto i limiti legali alle emissioni di mercurio delle centrali elettriche. Tutto ciò mentre il Dipartimento degli Interni lavorava per lasciare ancora più spazio all’estrazione di gas e petrolio, eliminando intere aree protette e riducendo in maniera significativa le norme poste a tutela della fauna selvatica.

Nonostante l’E.P.A. abbia dichiarato attraverso un suo portavoce di non aver fatto altro che mantenere «l’impegno preso dal presidente Trump di ricondurre l’agenzia alla sua missione principale, ovvero fornire aria, acqua e terra pulita al popolo americano», attivisti ed esperti di diritto ambientale sostengono esattamente il contrario. I suoi interventi non sarebbero mai andati a tutelare realmente l’ambiente, anzi: in diverse occasioni l’Agenzia avrebbe addirittura limitato il proprio potere di intervento in caso di danni ambientali, specialmente se legati ai cambiamenti climatici.

Non è un caso che molte di queste misure siano incappate in cause legali da parti di alcuni Stati e gruppi ambientalisti, e potrebbero rimanere impantanati in tribunale anche oltre novembre, indipendentemente dall’esito delle elezioni. Secondo l’analisi del New York Times, sono una decina le regole inizialmente modificate o sospese e successivamente ripristinate, spesso proprio a seguito di azioni legali.

Se sommati tra loro, i diversi interventi dell’amministrazione Trump in materia ambientale potrebbero significativamente aumentare i livelli di emissioni di gas serra e portare a migliaia di decessi imputabili alla scarsa qualità dell’aria. E per verificare in prima persona che non si tratta di un’iperbole, basta scorrere la lista stilata dal NYT con tutte i regolamenti e le norme modificate, sospese o annullate dal presidente.

Inquinamento dell’aria ed emissioni

1 – Indebolimento delle norme introdotte da Obama per regolare il consumo di carburante e le emissioni di gas serra per autovetture e camion leggeri.

2 – Revoca del potere della California di stabilire standard più severi sulle emissioni di gas di scarico rispetto al governo federale.

3 – Ritiro della giustificazione legale posta a fondamento di una norma introdotta da Obama per limitare le emissioni di mercurio dalle centrali a carbone.

4 – Sostituzione del Clean Power Plan dell’era Obama, che avrebbe fissava limiti rigorosi alle emissioni di carbonio delle permette ai singoli Stati di stabilire le proprie regole.

5 – Annullamento dell’obbligo per le compagnie petrolifere e del gas di segnalare i livelli delle proprie emissioni di metano.

6 – Revisione e parziale abrogazione di una regola introdotta da Obama per limitare le emissioni di metano sui terreni pubblici.

7 – Allentamento di una normativa dell’era Clinton che limita le emissioni tossiche dei principali inquinatori industriali.

8 – Revisione del programma progettato per salvaguardare le comunità dall’innalzamento delle soglie di inquinamento da parte di nuove centrali elettriche.

9 – Modifica della normativa che regola la modalità in cui le raffinerie monitorano l’inquinamento nelle comunità circostanti.

10 – Indebolimento di una regola dell’era Obama volta a ridurre l’inquinamento dell’aria nei parchi nazionali e nelle aree selvagge.

11 – Indebolimento di alcuni piani statali per la riduzione dell’inquinamento atmosferico nei parchi nazionali.

12 – Allentamento delle normative posto a controllo dei livelli di inquinamento per alcuni impianti che bruciano rifiuti di carbone per produrre elettricità.

13 – Abrogazione di norme che riducevano le perdite e lo sfiato di potenti gas a effetto serra noti come idrofluorocarburi (HFC) dai grandi sistemi di refrigerazione e condizionamento dell’aria.

14 – Dismissione del metodo introdotto da Obama per calcolare il costo sociale del carbonio, usato dai governanti per stimare i benefici economici a lungo termine della riduzione delle emissioni di biossido di carbonio.

15 – Ritiro della guida per indirizzare le agenzie federali a includere le emissioni di gas a effetto serra nelle revisioni ambientali.

16 – Revoca di un ordine esecutivo emanato Obama che fissava l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas serra del governo federale del 40% in dieci anni.

17 – Abrogazione dell’obbligo per le autorità statali e regionali di monitorare le emissioni di gas di scarico dei veicoli sulle autostrade federali.

18 – Revoca del divieto estivo di utilizzare l’E15, una miscela di benzina composta al 15% da etanolo.

19 – Modifiche per consentire agli Stati e all’E.P.A. di impiegare più tempo per sviluppare e approvare i piani volti a ridurre le emissioni di metano dalle discariche esistenti.

In sospeso

20 – Ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’accordo sul clima di Parigi – il processo di ritiro non può essere completato fino a novembre 2020.

21 – Allentamento dei requisiti introdotti da Obama per le aziende che monitorano le perdite di metano negli impianti di petrolio e gas.

22 – Eliminazione delle restrizioni dell’era Obama che richiedevano centrali a carbone di ultima generazione per trattenere le emissioni di anidride carbonica.

23 – Revisione degli standard per le emissioni di anidride carbonica da parte di nuove centrali elettriche.

24 – Revisione delle norme sulle emissioni per l’avvio, l’arresto e il malfunzionamento delle centrali elettriche.

25 – Limitazione alla capacità degli individui e delle comunità di contestare i permessi di inquinamento emessi dall’E.P.A.

26 – Ritardo nell’emanazione di una legge che regola le emissioni di gas a effetto serra degli aeromobili – l’EP.A. ha riconosciuto di essere legalmente tenuta ad emanarla, ma non lo ha ancora fatto.

27 – Limitazione delle zone cuscinetto per l’applicazione di pesticidi, allo scopo di proteggere i lavoratori agricoli e dall’esposizione accidentale.

Perforazione ed estrazione

28 – Tagli significativi ai confini di due parchi nazionali nello Utah.

29 – Esclusione del divieto di perforazione nel Rifugio faunistico nazionale artico.

30 – Riduzione delle regolamentazioni sull’inquinamento idrico per fracking su terre federali e indiane.

31 – Scarto di una norma che imponeva alle miniere di dimostrare che in futuro avrebbero potuto pagare per ripulire l’inquinamento causato,

32 – Ritiro dell’obbligo per i proprietari di piattaforme petrolifere di dimostrare di poter coprire i costi di rimozione delle piattaforme una volta che avessero smesso di produrre.

33 – Approvazione della costruzione del gasdotto di accesso del Dakota a meno di un miglio dalla riserva di Standing Rock Sioux.

34 – Modifica delle modalità con cui la Commissione federale di regolamentazione dell’energia valuta gli effetti indiretti delle emissioni di gas a effetto serra nelle revisioni ambientali che conduce.

35 – Revoca di un ordine esecutivo dell’amministrazione Obama progettato per preservare le acque oceaniche, costiere e dei grandi laghi a favore di una politica incentrata sulla produzione di energia e sulla crescita economica.

36 – Consentito l’uso di “pistole sismiche” per l’esplorazione di gas e petrolio nell’Oceano Atlantico, uno strumento che può uccidere la vita marina e interrompere la pesca ed era infatti stat vietata sotto l’amministrazione Obama.

37 – Allentamento delle norme sulla sicurezza delle perforazioni offshore attuate da Obama dopo l’esplosione di Deepwater Horizon del 2010 e la fuoriuscita di petrolio.

38 – Eliminazione del congelamento introdotto da Obama sui nuovi contratti di locazione su terreni pubblici per compagnie che estraggono carbone. .

In sospeso

39 – Proposta di aprire la maggior parte delle acque costiere americane alla trivellazione di petrolio e gas.

40 – Abrogazione di una norma introdotta da Obama che disciplinava i canoni per i contratti di locazione su terreni federali a società che estraggono petrolio, gas e carbone.

41 – Proposta di revisione delle normative sull’esplorazione offshore di petrolio e gas da parte di navi galleggianti nell’Artico sviluppate dopo un incidente del 2013.

42 – Proposta “razionalizzazione” del processo di approvazione per la perforazione di petrolio e gas nelle foreste nazionali.

43 – Riduzione di tre aree marine protette o apertura alla pesca commerciale.

44 – Apertura di più terreni nella riserva nazionale dell’Alaska per trivellazioni petrolifere.

45 – Revoca di una normativa dell’era Clinton che vietava il disboscamento e la costruzione di strade nella foresta nazionale di Tongass, in Alaska.

46 – Approvazione del gasdotto Keystone XL, che era stato respinto dal presidente Barack Obama.

Infrastrutture 

47 – Revoca degli standard di inondazione dell’era Obama per i progetti di infrastrutture federali che imponevano al governo di tenere conto dell’innalzamento del livello del mare e di altri effetti del cambiamento climatico.

48 – Allentamento del processo di revisione ambientale per i progetti infrastrutturali federali.

49 – Revoca di una direttiva per le agenzie federali per ridurre al minimo gli impatti su acqua, fauna selvatica, terra e altre risorse naturali durante l’approvazione di progetti di sviluppo.

50 – Revoca di un ordine esecutivo di Obama che promuoveva la resilienza climatica nella regione settentrionale dell’Alaska, nel Mare di Bering.

51 – Eliminazione di un aggiornamento del processo di pianificazione pubblica dell’uso del territorio da parte dell’Ufficio di gestione del territorio.

52 – Ritiro di un ordine introdotto dall’amministrazione Obama per considerare anche gli effetti del cambiamento climatico nella gestione delle risorse naturali nei parchi nazionali.

53 – Limitazione alla maggior parte degli studi ambientali del dipartimento interno a un massimo di 150 pagine e un anno di efficacia.

54 – Eliminazione di una serie di politiche sui cambiamenti climatici e sulla conservazione del Dipartimento Interno nell’era Obama, che secondo l’agenzia “potrebbero gravare sullo sviluppo o sull’utilizzo delle risorse energetiche prodotte a livello nazionale”.

55 – Eliminazione dell’uso di un sistema di pianificazione per ridurre al minimo i danni causati dall’attività di estrazione di petrolio e gas su paesaggi sensibili, come i parchi nazionali.

56 – Ritiro delle politiche dell’era Obama per conservare o migliorare le risorse naturali interessate dai progetti federali.

In sospeso

57 – Piani per accelerare il processo di revisione ambientale per i progetti di servizi forestali.

Animali

58 – Modifica del modo in cui viene applicato l’Endangered Species Act, rendendo più difficile la protezione della fauna selvatica dalle minacce a lungo termine create dai cambiamenti climatici.

59 – Allentamento delle protezioni ambientali per i salmoni nella Central Valley della California allo scopo di lasciare più acqua agli agricoltori.

60 – Cancellazione del divieto di usare munizioni al piombo e attrezzatura da pesca su terre federali.

61 – Eliminazione del divieto di caccia ai predatori nei rifugi della fauna selvatica dell’Alaska.

62 – Allentamento delle restrizioni alla pesca di una serie di specie marine.

63 – Revisione dei limiti sul numero di mammiferi marini e tartarughe marine in via di estinzione che possono essere involontariamente uccisi o feriti con reti da pesca.

64 – Allentamento delle restrizioni alla pesca per ridurre la cattura di tonno rosso atlantico.

65 – Ripristino di un’interpretazione di circa 40 anni fa di una norma volta a proteggere gli uccelli migratori, potenzialmente infrangendo i trattati con il Canada e il Messico.

66 – Cancellazione del divieto di utilizzare parti di uccelli migratori in opere di artigianato realizzate dai nativi dell’Alaska.

In sospeso

67 – Apertura di nove milioni di acri di terra alla trivellazione di petrolio e gas, allentando le protezioni poste per tutelare l’habitat del gallo cedrone.

68 – Eliminazione di una regola dell’era Obama che vieta l’uso dell’esca per attirare e uccidere gli orsi grizzly.

Sostanze tossiche

69 – Accettazione e legalizzazione del Clorpirifos, un pesticida legato alle disabilità dello sviluppo nei bambini.

70 – Restringimento del campo di applicazione di una legge del 2016 che impone valutazioni di sicurezza per sostanze chimiche potenzialmente tossiche, come i solventi per lavaggio a secco.

71 – Eliminazione di una regola dell’era Obama che richiedeva aggiornamenti del sistema di freno per i treni ad “alto rischio”, ovvero quelli che trasportano liquidi infiammabili come petrolio ed etanolo.

72 – Rimozione del filtro di rame, un sottoprodotto di fabbricazione elettronica composto da metalli pesanti, dall’elenco dei “rifiuti pericolosi”.

73 – Cancellazione di un programma amministrativo per la sicurezza e la salute sul lavoro volto a ridurre i rischi dei lavoratori che sviluppano la silicosi delle malattie polmonari.

74 – Eliminazione della maggior parte dei requisiti di una norma del 2017 volta a migliorare la sicurezza nei siti che utilizzano sostanze chimiche pericolose, istituita dopo l’esplosione di un impianto chimico in Texas.

In sospeso

75 – Modifica delle norme di sicurezza per consentire il trasporto ferroviario del gas naturale liquefatto altamente infiammabile.

76 – Revisione di una regola introdotta dall’amministrazione Obama per imporre limiti di emissione di polvere di carbone nelle miniere.

Inquinamento dell’acqua

77 – Riduzione delle protezioni contro l’inquinamento per alcuni affluenti e zone umide regolati dal Clean Water Act dall’amministrazione Obama.

78 – Revoca di una norma che impediva alle compagnie di carbone di scaricare detriti minerari nei flussi locali.

79 – Ritiro di una norma volta a ridurre gli inquinanti negli impianti di trattamento delle acque reflue.

80 – Ritiro di una norma che richiedeva la protezione delle acque sotterranee per alcune miniere di uranio.

In sospeso

81 – Ritiro di una norma che impone la protezione delle acque sotterranee per alcune miniere di uranio.

82 – Proposta una norma che esenta alcuni tipi di centrali elettriche dai limiti allo scarico tossico.

83 – Indebolimento di una parte della normativa sull’acqua pulita per rendere più facile per l’E.P.A. rilasciare autorizzazioni per progetti federali anche se non soddisfano gli standard locali di qualità delle acque.

84 – Estensione della durata dell’attività delle aree di contenimento di ceneri di carbone aperte, che possono rovesciare il loro contenuto all’esterno in quanto prive di un supporto protettivo.

85 – Proposta di regolamento che limita il campo di applicazione di una norma dell’era Obama in base alla quale le aziende devono dimostrare che grandi depositi di carbone non danneggino l’ambiente.

86 – Proposta di una nuova norma che consente al governo federale di rilasciare autorizzazioni per i rifiuti senza revisione se il sito di smaltimento è conforme alle normative federali.

87 – Proposta di raddoppiare il tempo concesso per rimuovere i tubi di piombo dai sistemi idrici con alti livelli di piombo

Altre misure 

88 – Abrogazione di un regolamento dell’era Obama che avrebbe quasi raddoppiato il numero di lampadine soggette agli standard di efficienza energetica a partire dal gennaio 2020.

89 – Modifica della normativa per consentire ai progetti di rifornimento costiero di utilizzare sabbia proveniente da ecosistemi protetti.

90 – Finanziamento limitato ai progetti di sviluppo ambientale.

91 – Interruzione dei pagamenti al Green Climate Fund, un programma delle Nazioni Unite per aiutare i Paesi più poveri a ridurre le proprie emissioni di carbonio.

92 – Eliminazione delle restrizioni sulla vendita di bottiglie d’acqua di plastica nei parchi nazionali.

In sospeso

93 – Radicale revisione della normativa sulla politica ambientale nazionale, che limiterebbe la portata dei problemi ambientali che le agenzie federali devono prendere in considerazione durante la costruzione di progetti di infrastrutture pubbliche, come strade, condutti e reti di telecomunicazioni.

94 – Limitazione degli studi utilizzati dall’E.P.A.

95 – Modifiche alla modalità con cui vengono condotte le analisi costi-benefici sull’aria pulita.

96 – Ritiro degli standard di efficienza per forni residenziali e scaldabagni commerciali.

97 – Creazione di una categoria di prodotti che consentirebbe ad alcune lavastoviglie di essere esenti dagli standard di efficienza energetica.

98 – Eliminazione di una proposta di legge che avrebbe informato i proprietari di automobili su nuovi pneumatici di ricambio a basso consumo di carburante.

Regole inizialmente modificate e poi ripristinate

1 – Applicazione di una norma del 2015 che vietava l’uso di idrofluorocarburi. Un tribunale in seguito ha ripristinato il divieto.

2 – Abrogazione degli standard per le emissioni di camion “alianti” – veicoli adattati con motori più vecchi, spesso più sporchi -, poi annullata dopo che Andrew Wheeler è subentrato alla guida dell’EP.A.

3 – Revoca delle restrizioni sulle attività minerarie nella baia di Bristol, in Alaska, in seguito ha sospesa.

4 – Proroga del termine di conformità per i nuovi standard nazionali sull’inquinamento da ozono, in seguito annullata.

5 – Proroga dell’efficacia di una norma che regola la certificazione di pesticidi, poi dichiarata illegale da un giudice.

6 – Ritardo nela pubblicazione di standard di efficienza per gli elettrodomestici, in seguito pubblicati dopo che più Stati e gruppi ambientali hanno fatto causa.

7 – Rimozione dell’orso grizzly di Yellowstone dall’elenco delle specie minacciate di estinzione, successivamente annullata da un giudice federale.

8 – Eliminazione di una norma che limita lo scarico del mercurio dagli studi dentistici nelle fognature municipali, poi reintrodotta a seguito di una causa del Consiglio per la difesa.

9 – Revisione degli standard di efficienza idrica negli impianti del bagno, compresi i servizi igienici.

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