Come potremo votare nonostante il Coronavirus: voto nelle palestre, seggi volanti per chi è in isolamento

Due esperti del Policlinico di Bari hanno sviluppato dei protocolli di sicurezza per lo svolgimento delle elezioni nel pieno dell’emergenza sanitaria. Secondo loro, il periodo migliore sarebbe l’estate

Un modo per tornare a votare nonostante l’emergenza Coronavirus c’è, secondo uno studio del Policlinico di Bari, il primo a sviluppare delle linee guida che potrebbero farci riappropriare di un diritto fondamentale messo in crisi con la pandemia. Per le elezioni Regionali e Amministrative rimaste in attesa di una data, secondo gli esperti baresi sarebbe l’estate il periodo più indicato: «sulla scorta sia della valorizzazione del dato epidemiologico che della possibilità di stazionare più agevolmente in ambiente esterno».

A sviluppare i protocolli di sicurezza sono stati Luigi Vimercati, direttore dell’Unità operativa di Medicina del Lavoro universitaria del Policlinico di Bari, e Fulvio Fucili, direttore del servizio di prevenzione e protezione. Il loro piano mette in guardia dai rischi di tornare alle urne in autunno, quando ci si potrà aspettare un nuovo picco di contagi, in assenza di un vaccino.

I seggi

La conferenza stampa di presentazione del protocollo per il voto sicuro nell’aula magna del Policlinico. Da destra il prof. Luigi Vimercati Medicina del Lavoro, il preside della scuola di medicina Loreto Gesualdo e il direttore generale Giovanni Migliore

Lo svolgimento del voto deve tener conto delle regole ormai ben note agli italiani, a partire dal distanziamento sociale. Alle classi trasformare in seggi, lo studio barese indica più idonee le palestre, i palazzetti dello sport e i cinema multisala. I seggi dovrebbero essere allestiti in ambienti con almeno 50 metri quadri calpestabili e dotati di un’areazione adeguata. Preferibili le strutture a piano terra, così da evitare assembramenti lungo scale o negli ascensori. Indispensabile poi garantire vie differenziate per l’ingresso e le uscite, o almeno delle vie a senso alternato con indicazioni sul pavimento.

Le operazioni di voto

Per i componenti dei seggi dovranno essere obbligatorie le mascherine più professionali Ffp2, visiera di protezione, guanti e camice monouso. Le cabine elettorali dovranno essere distanti almeno due metri tra loro. E per gli elettori, oltre alla mascherina chirurgica, sarà indispensabile disinfettare le mani prima impugnare la matita e le schede da portare in cabina. Dopo ogni uso, le stesse matite devono essere disinfettate con un panno inumidito di soluzione alcolica.

Un ostacolo importante per il corretto svolgimento del voto in tempo di Coronavirus è sui tempi di attesa, spesso biblici nelle ore di maggior afflusso ai seggi. In tempi normali, gli esperti del Policlinico di Bari hanno stimato tra i 45 e i 79 minuti l’attesa prevista in caso di affluenza al voto intorno al 55%. L’ambizione dei protocolli di sicurezza baresi è di portare le operazioni a tra i 3 e i 5 minuti per elettore, puntando a contingentare l’accesso ai seggi per fasce orarie e con un sistema conta-persone per regolare gli ingressi.

I seggi volanti

Sarà necessario istituire dei “seggi volanti” dedicati agli elettori in isolamento domiciliare. Soprattutto in questo caso, i componenti del seggio, cioè presidente, segretario e scrutatore, dovranno essere dotati degli opportuni dispositivi di protezione individuale, compresi dei calzari monouso da indossare per l’ingresso in casa dell’elettore. Ai ricoverati nei reparti Covid potrebbe essere concesso il voto digitale, fino a oggi un progetto solo immaginato in Italia, attraverso portali regionali dedicati e utilizzando i propri smartphone o tablet, altrimenti messi a disposizione dalla struttura ospedaliera.

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