Coronavirus, parla il sindaco di Perugia: «Stop alla movida? Non l’ho fatto a cuor leggero. Ai ragazzi dico: ognuno faccia la sua parte»

Coprifuoco alle 21 per i locali del centro fino al 7 giugno. «Monitoreremo quello che accadrà nei prossimi giorni, e renderemo le nostre misure proporzionali alla situazione di rischio»

Una rissa durante la movida del venerdì sera. Gente vicina, troppo vicina, in piazza e per le strade del centro storico di Perugia. Bevono, e a un certo punto, alzano le mani. Non si tratta di un fine settimana qualunque, ma del primo che vede riaprire bar e locali a pieno regime dopo il lungo lockdown causato dalla pandemia di Coronavirus.


Le immagini di piazza IV novembre e di corso Vannucci a Perugia sabato sera restituivano la consueta fiumana di gente delle serate primaverili. Peccato che questi siano i tempi delle distanze di sicurezza, della coabitazione con il virus, della necessità di cambiare le abitudini per fermare il contagio e che simili cartoline (analoghe a quelle di altre parti d’Italia) sono destinate a far discutere.

Non solo: a piazza Danti, in particolare, l’atmosfera si surriscalda. «Una situazione critica. C’era un numero importante di ragazzi concentrati in uno spazio ristretto, alcune attività avevano messo un po’ di musica…», racconta Andrea Romizi, classe 1979, al secondo mandato da sindaco. E, alcuni giovani finiscono col mettersi le mani addosso, tra le urla dei presenti, come mostra un video pubblicato dal Messaggero.

E così il sindaco Romizi firma un’ordinanza: fino al 7 giugno tutti i locali pubblici del centro storico e della zona di Fontivegge hanno l’obbligo di chiudere alle 21. I ristoranti che possono restare aperti dovranno comunque osservare «rigorosamente l’obbligo di servizio al tavolo per assicurare il dovuto distanziamento tra i clienti». Inoltre, saranno intensificati i servizi di controllo da parte delle forze di polizia.

ANSA/ Danilo Nardoni | Corso Vannucci, Perugia, 23 maggio 2020.

Sindaco Romizi, fino a quando durerà questa situazione?

«L’ordinanza resterà in vigore fino al 7 giugno e interessa i fine settimana, dal venerdì alla domenica, nelle zone dove si sono evidenziate le criticità. Essendo un’ordinanza, è uno strumento flessibile e modificabile in un senso o nell’altro per le situazioni che riscontreremo nei prossimi giorni».

In che senso?

«Se la situazione migliora, si potranno fare valutazioni diverse. Se le cose dovessero peggiorare e si dovessero aggiungere altre zone problematiche, potremmo andare in una direzione di ulteriore stretta. Monitoreremo quello che accadrà nelle prossime ore e nei prossimi giorni, soprattutto nei fine settimana, e renderemo le nostre misure proporzionali alla situazione di rischio».

Lei è ancora “giovane”. Cosa ha pensato nel dover optare per un coprifuoco?

«Non l’ho fatto a cuor leggero. Non avevo certamente l’ansia di fare un’ordinanza del genere. È stato un provvedimento ragionato e ponderato, su cui ci siamo confrontati con le forze dell’ordine e con il prefetto. E alla fine, di fronte a quanto si era riscontrato ieri sera – e a fronte delle immagini che avevamo potuto vedere – si è ritenuto che fosse un passo necessario».

ANSA/ Danilo Nardoni | Corso Vannucci, Perugia, 23 maggio 2020.

Ha avuto modo di parlare con i gestori dei locali?

«Personalmente no, ma probabilmente avranno avviato interlocuzioni con l’assessorato al Commercio. Lunedì avremo un altro tavolo in prefettura e lì valuteremo anche gli effetti: di certo c’è la massima disponibilità a un confronto con tutte le parti. Ma abbiamo il dovere di dare risposte veloci a fronte dell’emergenza che ancora gestiamo. Non ci potevano e non possiamo permetterci tempi dilatati».

Gli esercizi commerciali della città si sono messi a norma rispetto alle novità imposte a causa della pandemia?

«I problemi che ci sono stati venerdì sera vengono dai numeri delle persone, non dai locali. Ci sono casi e casi, e le verifiche verranno fatte, ma in generale la situazione di bar e ristoranti è buona: stanno cercando di organizzarsi in maniera corretta. E poi sappiamo che diversi esercizi non hanno aperto, anche per le difficoltà che si affrontano in questa fase 2: con le associazioni di categoria stiamo monitorando la situazione».

ANSA/ Danilo Nardoni | Corso Vannucci, Perugia, 23 maggio 2020.

Cosa vuole dire ai ragazzi e le ragazze che erano per le strade di Perugia senza applicare le norme di sicurezza imposte dal Coronavirus?

«In questi mesi ho avuto occasione di complimentarmi più volte con i miei concittadini: c’è stata qui una grande e seria osservanza delle norme che purtroppo sono state imposte a causa del virus. Da sindaco ho sempre continuato a dire: manteniamoci fermi su queste indicazioni. Il percorso da fare purtroppo è lungo e i rischi sono notevoli. Come grande è il pericolo di vanificare gli sforzi fatti da tutti, a cominciare dai ragazzi, in queste settimane e in questi mesi. Sarebbe molto sciocco mettere a rischio quella parte di Paese che sta provando a ripartire. E invece bisogna pensare a chi – genitori, fratelli maggiori, persone vicine – prova tra tante incognite a ricostruirsi un percorso lavorativo in questa crisi epocale. Non possiamo rendere più complesso e rischioso un percorso che invece dovremmo supportare nel modo più coeso. Ognuno deve fare la sua parte».

In copertina: Facebook | Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi

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