Sì del Cdm al Family Act. Conte: «Concilia lavoro e famiglia, soprattutto per le donne»

Oltre ad un contributo per ogni figlio, il piano per la famiglia prevede anche congedi retribuiti per i colloqui con i professori a scuola e incentivi per il lavoro femminile

«L’Italia riparte dalle famiglie». La ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti, in quota Italia Viva, battezza con queste parole l’approvazione del Family Act, il piano per le misure a sostegno della famiglia approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Tra i provvedimenti più importanti contenuti nel disegno di legge ci sono l’assegno universale per i figli e le nuove disposizioni per i congedi parentali.

Il Family Act era stato presentato lo scorso ottobre alla Leopolda, l’appuntamento organizzato da Matteo Renzi che ha portato prima il sindaco di Firenze a scalare il Pd e poi alla scissione per formare Italia Viva. Anche Renzi quindi celebra su Twitter l’approvazione del decreto legge: «Molto bene. Soldi e diritti per Figli e Famiglie». Prima di diventare legge, il Family Act dovrà passare dall’approvazione delle Camere.

L’assegno universale per i figli

Il primo punto del Family Act è quello dell’assegno universale: un contributo mensile che verrà corriposto per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 18° anno di età. Il contributo potrà essere una somma di denaro o un credito di imposta e aumenterà del 20% per ogni nuovo figlio. Per i figli disabili non ci sono limiti d’età.

Non è ancora chiaro a quanto ammonterà questo assegno: si parla di una quota fissa e di una variabile in base all’Isee. Il problema ora è dove trovare i fondi per sostenere questa misura. Secondo le prime ricostruzioni, per finanziare questo assegno il governo dovrà togliere tutti le detrazioni, gli assegni e i bonus pensati al momento per le famiglie.

I congedi parentali

Il periodo minimo di congedo parentale non deve essere inferiore ai due mesi per ciascun figlio e non può essere cedibile tra i due genitori. È previsto anche un periodo di congedo obbligatorio per il padre nei primi mesi di vita del neonato (non meno di 10 giorni). Sempre nel capitolo dei congedi parentali vengono presi in considerazione anche i permessi retribuiti da sfruttare per i colloqui con gli insegnati: almeno 5 ore a testa nell’arco di un anno scolastico.

Gli incentivi al lavoro femminile

Alcune delle misure pensate per il lavoro femminile sembrano vicine a quelle scoperte dal mercato del lavoro italiano con l’arrivo del lockdown. Sono un esempio le misure che riguardano il lavoro agile per i genitori dei figli minori di 14 anni o anche gli incentivi per i datori che studiano modalità di lavoro flessibile. Per le madri che lavorono è prevista poi un’indennità integrativa del 30% per il periodo in cui rientrano al lavoro dopo il congedo obbligatorio. Nel testo è definita anche la possibilità di dedurre le spese per le baby-sitter, tenendo però conto dell’Isee.

Il commento di Conte

Al termine del Consiglio dei ministri sul nuovo decreto relativo alle aperture, il premier Giuseppe Conte ha commentato il provvedimento.
«ll Family Act – ha detto – sosterrà la genitorialità e servirà a contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile».

Leggi anche: