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Coronavirus, il gruppo sanguigno A aumenta la probabilità di avere sintomi più gravi

19 Giugno 2020 - 11:06 Fabio Giuffrida
At the Cotugno hospital in Naples, the stages of preparation for the collection of plasma. Among the first people to be recruited for the experimentation, the doctors who in the same departments, now reclaimed, treating the sick, contracted the coronavirus, 13 May 2020
ANSA / CIRO FUSCO
I pazienti con il gruppo sanguigno 0, invece, sarebbero più protetti dagli effetti del virus. Lo dice uno studio internazionale
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Non è una fake news, perché la fonte è degna di fiducia. I pazienti con gruppo sanguigno A hanno maggiori possibilità di contrarre i sintomi più gravi del Coronavirus a differenza dei pazienti con gruppo sanguigno 0 che, invece, sembrano essere più protetti dagli effetti del virus. A confermarlo è uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, guidato in Italia dal Policlinico di Milano. I centri di ricerca coinvolti sono quelli italiani, norvegesi, tedeschi e spagnoli.

Cosa hanno scoperto

Gli scienziati non hanno fatto altro che prendere in esame circa 1.600 pazienti in Italia e in Spagna, ovvero nei due Paesi più duramente colpiti dall’emergenza sanitaria del Coronavirus, notando che le persone con gruppo sanguigno 0 hanno avuto senza dubbio sintomi più lievi. L’obiettivo è quello di prevedere su quali persone sono più probabili eventuali complicazioni e soprattutto come migliorare le strategie di prevenzione per trattamenti ben mirati e, dunque, per vaccini più efficaci.

«Con la nostra ricerca abbiamo stabilito che il gruppo sanguigno – dichiara Luca Valenti, coordinatore italiano dello studio e medico del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano – è uno dei principali fattori ereditari che predispongono a sviluppare una malattia più grave per la Covid-19. In particolare, i risultati ci dicono che il gruppo sanguigno A ha un rischio aumentato di compromissione polmonare severa, mentre chi appartiene al gruppo 0 è più protetto. E dato che il gruppo sanguigno è ereditario, è possibile concludere che è ereditaria anche la predisposizione ai sintomi più gravi per questa malattia».

L’intuizione è dei medici cinesi

Lo studio è partito da un’analisi dei colleghi cinesi che avevano già indagato su questa strana associazione (sintomi – gruppo sanguigno): «La novità della nostra ricerca – dice Daniele Prati, direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano – è che nei pazienti presi in esame abbiamo analizzato tutti i marcatori dell’intero genoma, confermando per la prima volta in maniera sistematica che il gruppo sanguigno è uno dei fattori principali che portano a predire la gravità dei sintomi».

I ricercatori hanno individuato anche un’ulteriore porzione del DNA che sarebbe legata a una maggiore gravità del coinvolgimento respiratorio del Coronavirus. Ma in questo caso lo studio è ancora in corso di definizione.

Una cosa deve essere chiara: lo studio non dice che i gruppi sanguigni influenzino il rischio di contrarre il Coronavirus. Dice, invece, che i pazienti, che hanno contratto il Covid-19 e che hanno un gruppo sanguigno A, rischiano di sviluppare una forma più grave.

Foto in copertina di repertorio: ANSA / Ciro Fusco

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