Dal reato di ecocidio alla tutela dell’ambiente come pilastro della Costituzione: le proposte per il clima sul tavolo di Macron

Sono 150 i cittadini francesi, di tutte le età, che in questi mesi hanno formulato una serie di proposte da avanzare a Macron per rispondere alla crisi climatica. Lunedì 29 la giornata decisiva della Convenzione sul clima

Una risposta forte e chiara ai cambiamenti climatici. Questo l’obiettivo della Convenzione sul clima – in corso in Francia – che ha radunato 150 cittadini, dai 16 agli 80 anni, estratti a sorte, che nel corso degli ultimi mesi hanno discusso e ascoltato esperti del settore per tracciare un bilancio e proporre 150 misure da adottare in Francia così da «cambiare in profondità la società».


Il presidente Emmanuel Macron li incontrerà lunedì 29 giugno. Non è chiaro cosa possa accadere, se queste proposte debbano passare da un referendum o se possano diventare subito legge. Si presume che alcune di queste misure possano essere introdotte sotto forma di regolamenti, mentre altre andranno discusse in aula, all’Assemblée nationale.

La proposta di cambiare la Costituzione

Farà senza dubbio discutere la proposta di cambiare il preambolo della Costituzione aggiungendo che i diritti, le libertà e i principi non devono «compromettere la preservazione dell’ambiente». I 150 cittadini vorrebbero anche l’aggiunta del principio secondo cui «la Repubblica garantisce la preservazione della biodiversità, dell’ambiente e lotta contro il disordine climatico».

Abbassare il limite di velocità in autostrada

Tra le proposte anche quella di abbassare il limite di velocità sulle autostrade da 130 a 110 km/h; favorire il trasporto ferroviario a discapito di quello aereo; aiutare concretamente i più poveri; imitare le perdite di calore nelle abitazioni. Ma c’è spazio anche per un’alimentazione più sana con tanto di riduzione del 20% del consumo di latticini e carne. Inoltre chiedono di non ratificare l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, il Ceta, di creare il reato di “ecocidio”, di proibire la pubblicità in strada, di inserire sulle etichette la domanda «ne hai davvero bisogno?».

Diminuire l’orario di lavoro

Infine c’è la proibizione delle plastiche monouoso e la riduzione dell’orario di lavoro da 35 a 28 ore settimanali con un aumento del 20% del salario minimo.

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