Altro che teenager, la tiktoker che ha “svuotato” l’arena di Trump ha 51 anni: «Sono rimasta sbalordita anch’io» – L’intervista

Mary Jo Laupp vive nel North Central Iowa e nella vita lavora come coach in una scuola superiore della sua città. Il suo video è diventato virale in una notte

È cominciato il “rally” per le elezioni presidenziali americane del prossimo novembre e lo staff di Donald Trump ha scelto la città di Tulsa, in Oklahoma, per dare il via alla campagna. Era previsto il pienone al Bok Center, ma quando gli organizzatori hanno visto buona parte degli spalti deserti, hanno capito che qualcosa è andato storto: i biglietti disponibili, quasi 20 mila, erano andati presto sold out, ma secondo il responsabile dei pompieri di Tulsa nell’arena erano presenti circa 6 mila persone.

Non è stata colpa del Coronavirus o delle proteste seguite alla morte di George Floyd, come hanno provato a spiegare dal partito repubblicano. Dietro al flop del comizio ci sono state una serie di azioni di attivisti che rispondono, con innovative armi social, alla propaganda di Trump. L’operazione, completamente legale, consisteva nel prenotare in massa i biglietti e non presentarsi al palazzetto, riservando di fatto dei posti che sono poi rimasti vuoti. Gli organizzatori sono stati illusi di aver registrato il tutto esaurito, per poi scoprire che in coda, all’ingresso dell’arena, erano presenti pochi supporter del presidente: un terzo della capienza dell’arena.

Gli autori di questa strategia inedita sono influencer del calibro di Charli D’Amelio, ma anche gruppi di fan del K-pop, un genere musicale sudcoreano. Il video che, però, ha fatto davvero la differenza nell’esito dell’azione di contrasto al presidente degli Stati Uniti è quello di Mary Jo Laupp, la “nonna” di TikTok. Ha 51 anni, vive nel North Central Iowa e lavora come coach in una scuola superiore della sua città.

@maryjolaupp

Did you know you can make sure there are empty seats at Trump’s rally? ##BLM.

♬ original sound – maryjolaupp

Mary Jo, com’è nata l’idea di fare un video in cui invita gli utenti di TikTok a prenotare i biglietti per il comizio di Trump per riservare posti che sono rimasti poi vuoti?

«La sera dell’11 giugno ho girato un filmato per spiegare l’iniziativa. Tutto è partito dalla frustrazione e dal desiderio di dire la mia: pensavo che fosse vergognoso iniziare una campagna elettorale nella città del Black Wall Street Massacre del 1921, alla luce delle tensioni che corrono nel Paese dopo la morte di George Floyd».

Lei era già un influencer su TikTok?

«Non scherziamo: avevo solo 1.002 follower, poca cosa per TikTok. Dopo aver caricato il video, sono andata al letto. Al mattino seguente, il filmato stava diventando virale con centinaia di like, centinaia di condivisioni ma soprattutto migliaia di commenti. L’ultima volta che sono andata a controllare, il video era stato visto 2 milioni e 100 mila volte e i miei follower sono arrivati a 15 mila. Mi aspettavo che il palazzetto del comizio sarebbe stato comunque pieno. Quando ho visto le migliaia di sedie vuote sono rimasta sbalordita».

Nicholas Kamm / AFP | Gli spalti rimasti vuoti al Bok center di Tulsa per il primo comizio di Donald Trump dall’inizio della pandemia

Aveva già fatto attivismo di questo genere prima?

«No, non ero un’attivista prima che accadesse tutto ciò. Avevo lavorato per la campagna di Pete Buttigieg lo scorso autunno, ma era semplicemente volontariato. Non ho mai avuto una chiara connotazione politica e non ho mai votato per lo stesso partito. Credo che sarà lo stesso di qui in avanti, nonostante il successo della contro-campagna a Trump mi porterà a trovare nuove forme per protestare contro questo presidente».

La situazione negli Stati Uniti è particolarmente complicata. Spera che azioni come la sua possano cambiare il Paese?

«Sono molto preoccupata per il momento che stanno attraversando gli Stati Uniti d’America: l’epidemia, il Coronavirus, la disoccupazione. Ma continuo ad avere molte speranze per questo Paese. Tantissimi minorenni e ventenni hanno preso parte in questa “protesta” contro il comizio di Trump e, grazie al successo dell’iniziativa, i giovani hanno realizzato che possono avere un impatto sulla società in cui vivono».

Lei si definisce “nonna di TikTok”. Qual è il consiglio che dà ai milioni di nipoti che hanno condiviso il suo video?

«Più che un consiglio, ho un auspicio. Mi auguro che l’entusiasmo dimostrato in questa protesta contro il comizio di Trump si trasformi nel desiderio di essere degli elettori attivi, partecipi del cambiamento. Spero che i ragazzi facciano volontariato in politica e nella società e magari chissà, qualcuno di loro, un giorno, diventerà un candidato per la presidenza degli Stati Uniti».

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