«Mr Gay Syria», la vita ritrovata della comunità Lgbtq+ fuori dalla Siria in guerra

Il film – realizzato dalla regista turca Ayse Toprak – sarà disponibile dalle ore 21 sulla piattaforma streaming Streen

Non c’è solo la guerra a spingere le persone a emigrare. In tutto il mondo i diritti Lgbtq+ sono appesi a un filo, offuscati, nascosti, traballanti. Ma lo sono doppiamente quelli di Husein e Mahmoud, i due rifugiati siriani protagonisti del documentario Mr Gay Syria, la produzione della regista turca Ayse Toprak che segue il racconto parallelo delle loro due vite.


In fuga dal conflitto civile in Siria, Husein prova a ricostruire la sua esistenza a Istanbul dove decide di prendere parte alla competizione di bellezza Mr Gay Syria. Mahmoud, invece, da Berlino, è l’organizzatore della manifestazione, e attivista per i diritti Lgbtq+. Entrambi impegnati a ricordare che «noi esistiamo», come recita una scena del film. Che nella Siria del “prima” esisteva anche la possibilità, per chiunque fosse variamente Lgbtq+, di vivere o persino di esistere, sebbene tra mille difficoltà.

Essere Lgbtq+ nella Siria in guerra

Con lo scoppio della guerra, la comunità Lgbtq+ in Siria ha dovuto affrontare anche la dura persecuzione dei gruppi jihadisti di al-Nusra e dello Stato Islamico, con esecuzioni sommarie e lapidazioni in piazza. Nei giorni più bui dell’Isis, dopo la conquista di Raqqa, il gruppo estremista spingeva uomini accusati di essere gay giù da alti edifici. Un adolescente di Homs ha invece raccontato di essere stato catturato nella notte dalle forze del presidente siriano Bashar al Assad e che i suoi testicoli sono stati schiacciati con un martello.

Le testimonianze come queste sono decine, centinaia e forse migliaia. Il documentario sarà disponibile gratuitamente dalle ore 21 di oggi 16 luglio sulla piattaforma in streaming Streen grazie a «Progetto Io», lo sportello nato a Milano dedicato ai migranti Lgbtq+. La proiezione sarà preceduta da un dibattito tra i coordinatori del progetto, Diego Puccio e Rahel Sereke, gli attivisti Amani Zreba e Benny Mc Bonzy, la programmer del Festival Mix Priscilla Robledo e la critica cinematografica Chiara Zanini, e verrà trasmessa sulla pagina Facebook del Milano Pride.

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