Ghiaccioli al gusto “inquinamento”. Il sapore dell’estate arriva (per provocazione) da Taiwan

«Ignora l’inquinamento dell’oceano e alla fine mangeremo la loro “colla”». L’ultimo progetto di “Polluted Water Popsicles” è in collaborazione con Greenpeace

«Lo mangeresti un ghiacciolo così?». È  l’idea provocatoria di tre studenti di design del National Taiwan University of Arts per sensibilizzare le persone sul tema dell’inquinamento delle acque. Confezione colorata, pubblicità invitante e un ghiacciolo all’acqua contaminata. Il progetto, partito tre anni fa, si chiama Polluted Water Popsicles.


L’acqua che questi studenti hanno raccolto, oltre a resti di vegetali e insetti, è ricca di rifiuti abbandonati e sostanze inquinanti, che nella dimostrazione video vengono descritti gelato per gelato. I campioni di acqua inquinata sono stati congelati e ricoperti di una patina in poliestere per conservarli e incartarli.

Dopo i ghiaccioli al gusto inquinamento, con cui il progetto è partito, l’ultima idea dei tre designer è sta realizzata in collaborazione con Greenpeace. Stavolta, al centro della sensibilizzazione, ci sono i saponi. Per promuovere la conservazione dell’ecologia marina, sono state create diverse tipologie di sapone in pezzi. Al loro interno i rifiuti di plastica raccolti da Greenpeace su 10 spiagge di Hong Kong. «Questi saponi contaminati ci ricordano: ignora l’inquinamento dell’oceano e alla fine mangeremo la loro ′′colla”», spiegano gli ideatori.

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