Bilancio Ue, Sassoli: «Ingiustificabili tagli a ricerca ed Erasmus se vogliamo scommettere sui giovani»

Sul quadro di finanza pluriennale sarà comunque il Parlamento Ue ad avere l’ultima parola, ha ricordato il presidente

«Quando a marzo si parlava di bond e debito comune sembravano dei tabù, oggi non lo sono più. Questo rafforza la dimensione comunitaria e aumenta le capacità di un’Europa che deve camminare insieme». Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli in conferenza stampa non nasconde la propria soddisfazione per l’accordo raggiunto, dopo quattro giorni e oltre 90 ore di negoziazioni, al Consiglio europeo di Bruxelles.

«Noi avevamo detto che per quanto riguarda il piano di ripresa non dovevamo abbassare la soglia dei 750 miliardi – ha sottolineato Sassoli -, e questo è un risultato che consideriamo molto importante. A noi piacciono le riunioni in cui i capi di stato e di governo discutono, faticano a trovare una soluzione, perché questo è lo spirito della democrazia».

Parlamento Ue e governance Recovery Fund

Sassoli ha poi mosso delle osservazioni relative alla governance e al ruolo dell’organo da lui presieduto: «Nelle conclusioni del Consiglio vediamo con soddisfazione alle risorse che sono sul tavolo, naturalmente anche alla necessità di una associazione del Parlamento alla governance del Recovery Fund».

«Vediamo con interesse e soddisfazione – continua Sassoli – all’impegno a un’introduzione rapida di nuove risorse proprie, a un aumento del tetto di quelle esistenti, e anche questo è un passaggio molto utile che va nella direzione delle indicazioni fornite dal Parlamento. Su questo vogliamo un calendario preciso, di introduzione di almeno due risorse proprie per il 2021 e le altre calendarizzate nel percorso del processo».

Attenzione ai tagli nel bilancio pluriennale

L’attenzione del presidente del Parlamento europeo si è rivolta poi al contenuto dell’accordo che riguarda il bilancio pluriennale, a proposito del quale Sassoli ha sollevato qualche perplessità: «Per quanto riguarda l’Mff (Multiannual Financial Framework, ovvero il bilancio pluriennale fino al 2027 ndr.) vogliamo che si apra una negoziazione con il Parlamento, la proposta è sul tavolo ma noi vogliamo migliorarla, concentrandoci nel dare risposte a quelli che sono dei tagli per noi ingiustificabili».

E tra i tagli che Sassoli considera non giustificabili ci sono quelli che riguardano i giovani: «Se vogliamo scommettere sulle nuove generazioni non possiamo tagliare le risorse del bilancio per la ricerca, i giovani, l’Erasmus. Se consideriamo, come ha fatto giustamente la presidenza tedesca, una necessità precisare la politica sull’immigrazione e l’asilo non possiamo tagliare i fondi. Abbiamo la necessità di aprire una negoziazione per arrivare a un quadro finanziario pluriennale più utile».

Sassoli ha poi ricordato come sul Qfp il sarà il Parlamento ad avere l’ultima parola, sottolineando l’importanza di altri obiettivi che l’Unione si è prefissa, su tutti il Green Deal.

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