Cresce la preoccupazione al Cotugno di Napoli, casi raddoppiati: «Molti pazienti gravi ora sono i più giovani»

Il responsabile del pronto soccorso dell’ospedale napoletano, Nicola Maturo, dice che l’andamento dei contagi è simile a quello dei primi mesi di lockdown: «C’è poca attenzione da parte della gente comune»

L’età media dei contagi da Coronavirus si è abbassata. A sottolinearlo è il monitoraggio dell’Iss e del ministero della Salute. Ora la conferma arriva anche dall’Ospedale Cotugno di Napoli, dove rispetto alla scorsa settimana i contagi sono quasi raddoppiati: «I casi gravi non colpiscono più gli anziani, ma soprattutto i giovani, nella fascia di età tra i 30 e i 55 anni», dice il responsabile del pronto soccorso, Nicola Maturo, a Fanpage.

Per il dottore l’andamento dei contagi è simile a quanto visto nei primissimi mesi di lockdown: «Sicuramente il virus continua a circolare e c’è poca attenzione da parte della gente comune ma anche delle autorità che devono fare i controlli, forse, e quindi purtroppo la gente continua a infettarsi». E i consigli sono sempre gli stessi: usare la mascherina, lavarsi spesso le mani ed evitare raduni eccessivi e promiscuità, come feste e banchetti.

I casi – ammette – sono gravi e le cure continuano a essere le stesse come l’uso dell’antivirale Remdesivir. Ma a preoccupare Maturo sono soprattutto i posti in terapia intensiva: «Abbiamo 16 posti in terapia sub intensiva e 16 intensiva». L’invito del medico del Cotugno rimane però sempre quello alla prudenza e al rispetto delle norme igieniche e di distanziamento.

Foto copertina: Ansa/Ospedale Cotugno, Napoli

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