Italiani, popolo di allenatori (di Pokémon). Ecco chi sono quelli in partenza per il torneo mondiale

Fra poche settimane si giocherà il torneo competitivo di Pokémon che incoronerà il campione mondiale. Come ogni anno, una buona fetta dei giocatori qualificati arriva dall’Italia

Era solo un pugno di pixel. Senza nemmeno i colori. Quando nel 1998 Pokemon Blu e Pokemon Rosso sono arrivati in Italia per i ragazzi che hanno iniziato a giocarci non è stato difficile rivedersi in quella testa ripresa dall’altro e immaginarsi al posto del protagonista. I brividi nella Torre Pokemon infestata da spettri, l’ansia della Grotta Celeste prima di incontrare Mewtwo o la fretta di scagliare pokéball su pokéball nella zona Safari: chi è passato attraverso questi luoghi si è sentito allenatore, almeno per qualche ora. E dopo oltre 20 anni dal lancio di Pokémon, qualcuno è pure riuscito a diventarlo davvero.


Tra il 22 e il 23 agosto si terranno le finali della Pokémon Players Cup, il torneo mondiale che quest’anno deciderà chi è l’allenatore di Pokémon più forte al mondo. Tra i 16 migliori giocatori che si sono qualificati a questa fase del torneo ci sono anche tre italiani. Una percentuale abbastanza alta, contando che gli allenatori azzurri hanno occupato la metà dei posti messi a disposizione per l’Europa: ancora una volta l’Italia si conferma uno dei Paesi più forti in questa disciplina. L’anno scorso alle finali del Pokémon Video Game Championship gli azzurri qualificati tra i migliori giocatori erano ancora di più: 6 su 16.

Come funzionano le sfide tra Pokémon

Le gare dei tornei competitivi sono l’evoluzione sofisticata di quelle sfide che venivano fatte con il Game Boy e il famigerato cavetto durante gli intervalli delle scuole elementari. Si gioca uno contro uno, con due Pokémon alla volta. Ogni allenatore si presenta alla sfida con una squadra formata da sei Pokémon, tutti al livello 50. Prima di iniziare ufficialmente la partita i due avversari devono svelare la loro squadra. A questo punto ogni allenatore avrà un minuto e mezzo per scegliere quattro delle sue creature da schierare per il match vero e proprio.

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Scelta la squadra, inizia la sfida. Pensate a una partita di scacchi. Ogni Pokémon ha debolezze e punti di forza: subisce di più gli attacchi di alcuni tipi ed è più efficace contro altri. Le mosse che può fare poi possono sottrarre Punti salute all’avversario o aumentare le proprie statistiche, dall’attacco alla difesa, passando per velocità ed elusione. I due giocatori – sperando di aver azzeccato la strada giusta – cercano quindi a ogni turno di anticipare le mosse: non esattamente un gioco per bambini.

Il ruolo della community italiana

Dietro la qualificazione di Alessio Yuri Boschetto, Nico Davide Cognetta, Edoardo Giunipero Ferraris alla Pokémon Players Cup c’è una scena molto estesa, fatta di tanti piccoli eventi locali. A spiegarcelo è Francesco Cydonia Cilurzo: è lui il volto del network Pokémon Millennium, una delle realtà più estese in Italia che si occupano della divulgazione di questo brand.

«Nel nostro Paese ci sono tanti tournament organizer, persone abilitate da The Pokémon Company a organizzare tornei. Si tratta di proprietari di negozi, fumetterie, etc. Ma non solo, io e tutte le persone che lavorano a Pokémon Millennium negli ultimi anni abbiamo cercato di coinvolgere sempre di più i nostri follower nel gioco competitivo».

Un esempio di questa attenzione è quella del pubblico che segue le dirette delle finali mondiali. Uno dei ruoli di Cydonia è infatti quello del caster, il corrispettivo per i videogiochi del telecronista nel calcio. Dal 2016 la media di spettatori che guardano in streaming dall’Italia la finale del Pokémon Video Game Championship si è alzata da circa 5mila a oltre 11mila.

È solo nostalgia?

Dietro lo schermo dei pc, a studiare le mosse dei migliori allenatori al mondo, non ci sono solo ragazzini. Cydonia ci spiega che una buona fetta del pubblico è rappresentata da persone più adulte, ritornate al brand dopo averlo abbandonato. «Oltre a noi ci sono decine di creator che negli ultimi anni hanno cercato di spingere sempre di più il brand Pokémon sul web. Si è ricominciato a parlarne e tante persone adulte hanno riscoperto questa passione negli ultimi anni. Da tutto questo lavoro è nato, e continua a nascere, l’interesse verso il gioco competitivo».

Foto di copertina: The Pokémon Company

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