Coronavirus, secondo il New York Times negli Usa i morti sarebbero più di 200mila: «Molti Stati indietro coi conteggi»

Stando al quotidiano newyorkese, si tratterebbe di diverse decine di migliaia di morti in più. A causare il “buco” sarebbe il ritardo con cui i decessi vengono registrati negli Stati

Stando ai dati della John Hopkins University, i contagi da Coronavirus negli Stati Uniti sono circa 5,2 milioni e i morti a causa del Covid poco oltre i 166mila. Troppo pochi dice il New York Times, che ha condotto una propria analisi basandosi sui dati dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc), organismo federale di controllo sulla sanità pubblica: per il quotidiano newyorchese le vittime dell’epidemia sono almeno 200mila.

I ritardi nelle statistiche ufficiali

Omissione o errore di calcolo? La sottostima della mortalità legata al virus sarebbe dovuta al ritardo con cui gli Stati stanno registrando i decessi, inserendoli nelle statistiche ufficiali soltanto dopo lunghi lassi di tempo – a volte dopo settimane o mesi. Come sintetizzano i giornalisti del Nyt, «per contare i morti si impiega molto tempo». Meglio allora basarsi sul totale di decessi registrati – e non soltanto sui casi dove esiste una chiara diagnosi di Covid.

Basandosi sul tasso totale di mortalità nei vari Stati, il quotidiano newyorchese rileva due dati fondamentali. Innanzitutto, quasi tutti gli Stati presi a campione hanno registrato un picco anomalo nelle morti – proprio come era successo nello Stato di New York all’inizio della pandemia – e in secondo luogo questo picco è coinciso temporalmente con l’incremento nei decessi a causa Covid.

New York Times / Il picco nelle morti negli stati del Sud

Per 9 su 13 Stati del Sud – come il Texas, il Mississippi o l’Alabama – i nuovi picchi sono stati registrati a partire dalla settimana del 19 luglio. Storia diversa per lo stato del Louisiana, che ha visto le morti aumentare ad aprile, forse come conseguenza della festa del “mardi gras” (o martedì grasso) il cui svolgimento all’epoca era stato molto criticato, proprio per gli assembramenti che si erano formati. Un chiaro segnale – sostiene il Nyt – dell’avanzata del virus verso sud.

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