Dopo la Calabria, anche in Emilia-Romagna e in Veneto le discoteche dovranno fare i conti con nuove restrizioni a causa del Coronavirus. I nuovi contagi aumentano e con loro cresce anche la preoccupazione che la situazione possa degenerare ulteriormente.
Emilia Romagna, la protesta del sindacato
L’ordinanza regionale di oggi prevede innanzitutto l’obbligo di indossare la mascherina all’interno del locale, anche quando si balla. Inoltre, le discoteche potranno essere piene al massimo solo fino al 50% della capienza. Nei casi in cui non dovesse rispettare le norme fissate dall’ordinanza, il locale verrà chiuso immediatamente.
Una soluzione che non piace né ai proprietari delle discoteche, né all’opposizione. Per il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), l’amministrazione del centro-sinistra è nel caos. Non ha senso aprire e chiudere «ad intermittenza» le discoteche, argomenta Tagliaferri. «Siamo sinceri: tutto e il contrario di tutto solo per inseguire le mode e i desideri del momento».
Un grido di dolore invece proviene dal presidente del Silb-Sindacato Italiano Locali da Ballo Emilia-Romagna, Gianni Indino. «Ancora una volta si colpisce un settore che viene identificato come un luogo in cui tutti mali della società convivono – si lamenta Indino -. Adesso ci è stato affibbiato il ruolo degli untori, ci è stato affibbiato anche quello. Prima drogavamo i ragazzi, li ubriacavamo, adesso li contagiamo nonostante non ci sia un solo caso di ragazzo o ragazza che si sia contagiato nei nostri locali».
Nuove restrizioni in arrivo anche in Veneto
Stando a un nuovo provvedimento firmato dal presidente della regione Luca Zaia da domani le discoteche dovranno rispettare le stesse regole dell’Emilia-Romagna: capienza massima al 50%, mascherine anche quando si balla, pena la chiusura immediata del locale. «È una misura presa contro il rischio che il virus torni a fare la voce grossa – dichiara Zaia -. Non possiamo vanificare i risultati raggiunti grazie all’impegno e lo sforzo di tutti».
Zaia è conciliante: «Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani che nei giorni del lockdown e fino ad oggi sono stati un vero modello di responsabilità e consapevolezza della situazione. Invitiamo loro e tutti gli altri appassionati a pazientare ancora, aderendo alle indicazioni che vengono date e continuando ad avere comportamenti coerenti con la situazione».
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