Vaccino pronto a novembre? L’Irbm di Pomezia: «2-3 milioni di dosi entro fine anno». Ma il ricercatore italiano aveva smentito: «Questa notizia mi è nuova»

Dalla Gran Bretagna non c’è alcuna certezza sull’arrivo della cura entro il 2020

«Entro l’anno avremo 2 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19». A ribadirlo, ancora una volta, è il presidente dell’Irbm di Pomezia, Piero di Lorenzo. Nonostante la smentita arrivata da un ricercatore italiano a Oxford circa la possibilità di avere in tempi brevi una cura, in un’intervista a La Stampa il direttore del centro di ricerca italiano è convinto che entro novembre tutta Europa avrà accesso al vaccino anti-Covid.

In un tweet diventato virale l’italiano Andrea Mazzella, coinvolto come ricercatore nella sperimentazione del vaccino inglese, e laureato in epidemiologia alla London School of Hygiene & Tropical Medicine, aveva però smentito categoricamente che il vaccino si trovasse in uno stato cosi avanzato, come più volte riportato da diversi giornali italiani.

«Nei 50 mila volontari su cui è in corso la sperimentazione non si sono registrate fino a oggi reazioni avverse», ha aggiunto di Lorenzo commentando il breve stop imposto la scorsa settimana. Per il presidente di AstraZeneca, Pascal Soriot, «si può tranquillamente arrivare a distribuzione entro fine anno se non si verificano altri eventi. L’ipotesi novembre è tuttora in campo, incrociando le dita, aspettiamo con cauto ottimismo», aggiunge di Lorenzo.

Ma la corsa al vaccino – come rimarcato più volte dal consigliere della Casa Bianca Anthony Fauci – è pericolosa. Di Lorenzo assicura che «l’Europa ha ordinato 300 milioni di dosi e opzionato 100 milioni, che dovranno essere distribuite entro giugno 2021 – osserva – l’Italia ne ha ordinate 70 milioni. Di questi i primi 2-3 milioni arriveranno entro fine anno». Ma i dubbi rimangono.

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