Vaccino anti-Covid, il presidente dell’azienda di Pomezia: «Costerà circa 3 euro e da gennaio potrebbe essere in farmacia»

«Siamo alla terza fase, entro settembre dovrebbe finire la sperimentazione», dice Piero Di Lorenzo in un’intervista a “Libero”

Se in Italia gli esperti continuano a litigare sulla carica virale del Coronavirus, un punto sembra mettere tutti d’accordo: fino all’arrivo del vaccino l’emergenza non sarà finita. Antidoto a cui sta lavorando la Oxford University in collaborazione con la Irbm di Pomezia e la multinazionale farmaceutica inglese AstraZeneca. Ma quando arriverà il ChAdOx1, questo il nome del vaccino anti-Covid? A dare delle indicazioni più precise su tempi e costi è il presidente dell’azienda di Pomezia, Piero Di Lorenzo, che, in un’intervista a Libero, si dice ottimista e afferma che già entro settembre dovrebbe finire la sperimentazione.

«Siamo alla terza fase della sperimentazione. Il vaccino è stato già sperimentato con successo su mille pazienti e ora verrà testato su 10mila persone», afferma Di Lorenzo. Pochi giorni fa infatti i ricercatori di Oxford avevano annunciato che il vaccino era «sicuro e tollerato». Risultati confermati dal presidente di Irbm: «Tutti i volontari che hanno partecipato alla sperimentazione hanno sviluppato una buona produzione di anticorpi. La risposta immunitaria è stata promettente e non ci sono controindicazioni significative».

Alla luce di questi dati, la sperimentazione dunque potrebbe finire a settembre, poi servirà l’ok delle agenzie regolatorie per la commercializzazione, ma da gennaio il vaccino potrebbe essere in commercio. «All’inizio del prossimo anno ci saranno le prime dosi», afferma Di Lorenzo. Per quanto riguarda il costo, oscillerà dai 2 ai 3 euro. «Il vaccino verrà commercializzato al prezzo del costo industriale, non ci saranno ricavi. Il ritorno sarà tutto d’immagine».

Il presidente dell’azienda di Pomezia ha assicurato anche che le dosi saranno sufficienti e non ci sarà alcuna corsa all’antidoto: «La copertura sarà buona, ci saranno milioni di dosi». Inoltre probabilmente l’accesso al vaccino sarà scaglionato: sanitari, anziani, personale scolastico avranno delle corsie preferenziali. Ma la scelta, come precisa Di Lorenzo, sta alla politica. Infine, il presidente mette in guardia: Mancano pochi mesi, settimane in cui «è importante mantenere alta l’attenzione per non tornare alla situazione precedente in Italia. Guardiamo cosa sta accadendo in Spagna o nei Balcani». Fino al vaccino, il virus circola ancora.

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