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Bielorussia, incriminata la leader dell’opposizione Kolesnikova: rischia fino a cinque anni di carcere

16 Settembre 2020 - 18:33 Redazione
epa08588343 Maria Kolesnikova (C), a representative of opposition politician Victor Babariko, speaks to supporters of Belarusian opposition presidential candidate Svetlana Tikhanovskaya as she arrives to attend an authorities-organized festive event in Minsk, Belarus, 06 August 2020. The presidential election in Belarus will take place on 09 August 2020.  EPA/TATYANA ZENKOVICH
E' accusata di avere invocato «azioni che minacciano la sicurezza nazionale»
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La leader dell’opposizione Maria Kolesnikova è stata incriminata di «invocare azioni che minacciano la sicurezza nazionale della Bielorussia». Ad annunciarlo è stato il Comitato investigativo bielorusso. Kolesnikova è accusata ai sensi dell’articolo 361 del Codice penale bielorusso, e potrebbe ora affrontare da due a cinque anni di carcere. Attualmente detenuta nella città bielorussa di Zhodino, l’oppositrice è stata dichiarata sospettata in un’indagine penale su «un caso di azioni volte a causare danni alla sicurezza nazionale», il 9 settembre scorso.

Intanto, l’ex candidata bielorussa alle presidenziali Svetlana Tikhanovskaya ha dichiarato che l’opposizione bielorussa sta preparando una lista di sanzioni. «Ci sono molte questioni che dobbiamo risolvere in questo momento. Non solo Kolesnikova, ma anche Serghei Tikhanovsky, Viktor Babariko, tutti i prigionieri politici detenuti in carcere per nulla. Ci stiamo lavorando», ha detto.

L’opposizione si aspettava che il governo non avrebbe riconosciuto Alexander Lukashenko come presidente legittimo della Bielorussia a causa delle proteste, ma questo non è accaduto. «Ora vediamo che sono necessari passi più radicali. Quindi verrà approntata una lista di sanzioni», ha dichiarato.

Von der Leyen: «Vergognosa risposta delle autorità»

Sul fronte europeo, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha detto: «L’Ue è dalla parte della gente della Bielorussia, tutti noi siamo stati colpiti dal coraggio immenso di questa gente che prendeva parte alle marce senza paura. Le elezioni non sono state né eque né giuste, e la risposta delle autorità una vergogna».

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