Impresentabili nelle liste elettorali, De Luca fa il pieno (ma Caldoro lo tallona). E Zingaretti tace

Nove in Campania, tre in Puglia e uno in Valle d’Aosta. A renderli noti è il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie

«Speriamo di non doverci più incontrare. Spero che, con queste tirate d’orecchie capiscono che non è più il caso di approvare certe liste», così Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha chiuso la sua relazione alla Camera dove ha presentato i risultati del lavoro svolto sulla formazione delle liste elettorali. Si tratta dei cosiddetti “impresentabili” per le elezioni regionali e i comuni sciolti per mafia che andranno al voto il 20 e 21 settembre. Nove in Campania, tre in Puglia e uno in Valle d’Aosta.


La parte del leone spetta alle liste che appoggiano il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, sceriffo anti Covid e paladino dei diritti del Sud, mattatore sui social con la sua comunicazione sarcastica e spumeggiante durante il lockdown. Il governatore del Partito democratico, per esser certo di battere l’eterno avversario Stefano Caldoro candidato del centrodestra, ha raccolto un po’ di tutto senza andare troppo per il sottile.

Il risultato è che su tredici impresentabili cinque sono candidati che appoggiano De Luca: si va dalle accuse per riciclaggio a quelle per associazione mafiosa, dal peculato all’estorsione. Una scelta apparentemente condivisa dal segretario del partito Nicola Zingaretti che attacca il centrodestra in Toscana per aver scelto candidati che “indossano mascherine con scritto Boia chi molla”, ma sulle candidature degli inquisiti nel suo ultimo appuntamento elettorale in Campania non ha trovato nulla da ridire.

Senza che questo suoni a giustificazione di nessuno, l’avversario di De Luca, Caldoro, lo tallona in questa particolare classifica: nelle sue liste i candidati impresentabili sono quattro. E qui il reato più gettonato è la concussione con una isolata apparizione dello scambio politico-mafioso. De Luca più Caldoro e il risultato è cha la Campania ha le liste più inquinate d’Italia (nove impresentabili) seguita a grande distanza dalla Puglia (tre).

«Molti gruppi politici hanno consultato preventivamente la commissione al fine di poter esaminare al meglio le offerte di candidature per evitare situazioni imbarazzanti. Ancora, però, c’è tanto da fare perché noi altrimenti non saremmo qui. I politici dovrebbero avere la maturità di depennare i soggetti opinabili», ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra.

La situazione in Campania

  • Iannace Carlo, lista De Luca presidente, il quale fu dichiarato sospeso dal 31 marzo 2016 dalla carica di consigliere regionale con decreto del presidente del Consiglio dei ministri a causa della condanna comminata al candidato alla pena di 6 anni e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni poiché dichiarato colpevole di peculato;
  • Basso Sabino, Campania libera per De Luca presidente, imputato di riciclaggio, processo in corso;
  • De Stefano Orsola, Lega Salvini, per Stefano Caldoro presidente, imputata di concussione, processo in corso;
  • Di Scala Maria Grazia, Forza Italia con Stefano Caldoro, imputata di concussione, processo in corso;
  • Iovine Aureliano, che sostiene De Luca, imputato di vari reati come l’associazione a delinquere di stampo mafioso, fraudolento trasferimento di valori aggravato dal fine di agevolare le attività mafiose e cinque imputazioni per truffa aggravata;
  • Langella Michele, per Vincenzo De Luca presidente, imputato per riciclaggio, processo in corso;
  • Paolino Monica, per Stefano Caldoro presidente, imputata di scambio elettorale politico-mafioso, dibattimento ancora in corso;
  • Plaitano Francesco, per Vincenzo De Luca presidente, già segnalato nel 2015 dalla Commissione antimafia per violazione del codice di autoregolamentazione per la stessa condanna per estorsione, tuttora pendente;
  • Silvestro Francesco, Forza Italia per Stefano Caldoro presidente, imputato di concussione, processo ancora in corso.

E il governatore della Campania Vincenzo De Luca? «De Luca, ritenuto impresentabile per un’accusa relativa agli articoli 110, 81, 317 del codice penale, è stato assolto nel 2016, quindi risulta presentabile» ha detto Morra.

Puglia

  • Silvana Albani, Puglia solidale verde per Michele Emiliano presidente, imputata di falsa perizia, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione in atti giudiziari aggravati dal fine di agevolare le attività delle associazioni mafiose, processo in corso;
  • Gelardi Vincenzo, per Michele Emiliano presidente, imputato di plurimi reati di trasferimento fraudolento di valori aggravati al fine di agevolare le attività delle associazioni mafiose, processo di cui si occupano i giudici di Napoli;
  • Guido Raffaele, Fiamma Tricolore per Bruni presidente, imputato di tentata violenza privata, lesioni e minacce aggravate al fine di agevolare le associazioni mafiose, processo in corso.

Valle d’Aosta

  • Augusto Arduino venne dichiarato sospeso dal 28 marzo 2018 dalla carica di consigliere regionale e di vicepresidente della giunta per la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni poiché colpevole dei reati 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio) e 321 del codice penale.

Foto in copertina: LUCA ZENNARO/ANSA

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